Samb-Porto d’Ascoli 0-2, IL COMMENTO | È finito il tempo delle giustificazioni


La gara iniziale di Roma (il primo tempo contro il Trastevere) ci aveva un po’ illusi sul cammino della Samb, partita al volo e senza alcun tempo per ragionare da e di squadra: aveva mostrato sprazzi di calcio vero, belle giocate e gran pressione. Ma la realtà, in queste settimane, si sta purtroppo rivelando diversa. Fatte salve tutte le plausibili giustificazioni, a questo punto del cammino, non c’è più tempo per poter commettere errori.

Tanto per cominciare la squadra deve assumere un’identità tattica ben precisa, poiché per elementi che si conoscono così poco cambiare assetto all’interno dello stesso match può creare confusione. Ancor di più perché molti, se non tutti, sono in ritardo di condizione e quindi più soggetti a svarioni ed errori in mezzo al campo: forse puntare un po’ di più su concretezza e cose semplici eviterebbe ulteriori difficoltà, almeno fino a che Donati non riuscirà ad impostare il suo tipo di gioco. E per far ciò è ovvio che serve tempo.

Altro elemento determinante è la costruzione della rosa: va bene che si è partiti in ritardissimo, ma è quasi un mese che d.g. e d.s. hanno carta bianca dalla proprietà per costruire un team per vincere il campionato: a parte Angiulli (disponibile tra altre due partite) gli altri calciatori che dovrebbero alzare il livello (come detto da Donati, Sabbadini e Faccioli) quando arriveranno? E quando saranno al top?

Altra cosa da tenere ben presente è che la Samb, entrandoci poco o niente con questa categoria, spesso si troverà di fronte avversarie che giocheranno la partita della vita, cosa del tutto comprensibile: calciatori dilettanti che mai si sarebbero sognati di affrontare i rossoblù, un’occasione per molti di loro irripetibile. In conclusione, la Samb deve imparare ad “usare il fucile” mentre sta in guerra e anche velocemente, altrimenti il cielo si farà presto buio. Per tutti.

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