Gli errori di Franco e Andrea Fedeli e la lezione di Roselli


Il pareggio di domenica contro il Pordenone ha messo in mostra una Samb dalla doppia faccia, ma non la solita squadra vista in questo strano inizio di stagione.


Ha ben ragione mister Roselli a pensare che questa squadra può riservare altre sorprese, così come ha ragione a ripetere, in ogni conferenza, che per trovare l’effettiva quadratura del cerchio serve ancora tempo e che è importante arrivare “vivi a Natale” [LEGGI QUI]. È giusto dirlo perché l’evidenza dei fatti lo mostra: i rossoblù hanno annichilito la prima della classe per 45 minuti buoni. Due gol in dieci minuti, una valanga di occasioni non sfruttate (che a questi livelli si pagano perché in Serie C il cinismo è tutto). Poi la ripresa in stile Shining con Stanco e compagni, probabilmente anche provati dalla brillantezza del primo tempo, più bassi e timorosi dell’eventuale reazione dei Ramarri. Cosa che poi, purtroppo, è accaduta. Ma ha ragione mister Roselli nel dire che serve unione, da parte di tutto l’ambiente. Hanno ragione i tifosi, caricati a molla quando Rocchi intercettava su Burrai o quando Gelonese usciva con una sontuosa veronica tra due avversari, quando Stanco faceva da sponda come un muro invalicabile o quando Calderini cercava il fondo per imbeccare i compagni in area, nel momento in cui Zaffagnini chiudeva in anticipo su Candellone e Magnaghi e quando Signori si lanciava in insidiosi inserimenti tra le linee avversarie.

Ma questa Samb, qualche problema, e forse più di qualche, ce l’ha.

    1. Almeno tre degli elementi sopra citati sono stati nell’occhio del ciclone per lungo tempo. Stanco, Calderini e Signori, che nello stentato inizio di campionato si sono presi la croce di una squadra che non riusciva ad esprimersi, quasi come dipendesse da loro l’intero assetto tattico. Ad attaccarli, in primis, proprio l’ultima persona dalla quale ci si aspetterebbe la stoccata pubblica: Franco Fedeli. Il presidente, ormai si sa, ragiona di pancia, come un tifoso. Criticare chi scende in campo non si vede tanto spesso da parte di un presidente, salvo che la prestazione del singolo non sia palesemente contro gli interessi di gruppo e società. A San Benedetto, però, la cosa è diventata abitudinaria, settimanale. Le bordate, poi, arrivano da chi ha costruito o quantomeno avallato la costruzione della rosa. Per fare un paragone: è come se un regista cassasse un proprio film lamentandosi del cast, della fotografia, della produzione e dello script. Ma ad avere l’ultima parola sui tesseramenti, sulle firme, erano proprio Franco ed Andrea Fedeli.


  1. Da qui il punto 2, quello in stile “Chi l’ha visto?“. Dov’è finito Andrea Fedeli? L’amministratore delegato in carica si è occupato prettamente del mercato “under” della Samb portando a San Benedetto buoni elementi, ma come si è visto, impreparati a questa categoria (ad ora l’unico ad aver avuto un buon impatto è Rocchi, ma senza gravarlo di troppe responsabilità servirà da lui continuità e qui viene il difficile). Se i giocatori non erano “brocchi” prima, non lo saranno neanche oggi, ma di fondo resta l’incapacità, sulla quale Roselli sta lavorando, di esprimersi al meglio. Una crescita la si sta registrando, comunque, ed è tangibile già nei match contro Monza, Imolese, Fano e, appunto, Pordenone.
  2. In ultimo lo sfogo contro l’esiguo numero di tifosi sugli spalti [LEGGI QUI]. Fino ad oggi, ai tifosi della Samb, sono stati venduti 12’819 tagliandi. Il cumulo fa della folle piazza rossoblù la terza forza in questa particolare graduatoria alle spalle di Vicenza e Triestina. Sul computo gravano i rinvii e le incertezze di questa stagione, dove pure la Ternana dirà la sua. La media dei biglietti ceduti consegna un dato più realistico: in testa c’è il Vicenza (8’147) seguito da Triestina (4’136) e Ternana (3’465). La quarta è la Samb con 2’564. Per fare un paragone che stride evidentemente con la classifica basti pensare che Feralpisalò e Sudtirol contano rispettivamente una media di 765 e 570. Ad influenzare l’umore del pubblico sambenedettese, da sempre e comunque presente e vicino alla squadra anche nei momenti storici più bui sono certamente i risultati e il tanto scetticismo intorno all’ambiente. Non è una novità, tantomeno una cosa comune al solo pubblico rivierasco, che il numero di presenze sugli spalti aumenti esponenzialmente col migliorare della classifica. Gli 11000 e rotti del match di play off col Cosenza sono fin troppo recenti per essere dimenticati. Per chiudere: ieri la Fermana si è presa il primo posto del girone B battendo, in casa, il Teramo 2-0. Sapete quante persone erano presenti al Recchioni? 1.498, numero comprensivo di 470 abbonati e circa 250 spettatori ospiti.

Per concludere forse è bene prendere spunto dalle dichiarazioni di Roselli che, in maniera pacata ma diretta, ha fatto capire che questa squadra sta attraversando – ancora adesso – un momento di grave difficoltà e che per uscirne la ricetta può essere soltanto una: “essere tutti uniti” (VEDI QUI). Tutti, a partire da Franco Fedeli, perché certi discorsi possono soltanto far male in un momento delicato come quello che sta attraversando la Samb.


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