Padova-Samb 1-0, IL COMMENTO | Corsi e ricorsi euganei



PADOVA-SAMB 1-0, LA CRONACA

MONTERO: «SONO ORGOGLIOSO DI ALLENARE QUESTI RAGAZZI»

Era iniziata proprio a Padova poco meno di un anno fa e qui probabilmente si concluderà l’era Serafino, quando il neo-presidente decise di disputare quei play off che la squadra di Montero aveva conquistato con il decimo posto conseguito grazie anche all’algoritmo, che aveva delineato la classifica finale a seguito della sospensione del campionato. Lì ai microfoni della Rai snocciolò nuovamente quella filastrocca, già recitata alla sua presentazione, di tifoso cosentino ammaliato in giovane età dal calore dei supporters sambenedettesi in una partita di Serie C1 girone B del campionato 1980/81, poi vinto dalla Samb di Sonetti nell’infausta giornata della tragedia del Ballarin, sciaguratamente rievocata e strumentalizzata da questo stonato cantante. Terminò 0-0 all’Euganeo con Rapisarda e compagni, che disputarono una gara a testa alta, sfoggiando per la prima volta la nuova divisa griffata Nike (altro specchietto per le allodole) e non trovando però l’acuto per centrare quella vittoria necessaria per il passaggio del turno. Quella prestazione convinse comunque il neo-patron senza portafogli (e questo lo si sapeva da subito visto che sia Fedeli che lui stesso avevano nominato espressamente un socio coreano che invece il portafogli ce l’aveva, ma che avrebbe potuto serrarlo, come poi successo, da un momento all’altro) a ripartire dagli artefici di quella compagine, Montero e Fusco, entrambi poi silurati, salvo quindi riprendere il trainer uruguagio dopo le dimissioni di Zironelli. Un ulteriore curioso precedente patavino ci riporta ad un’altra ultima giornata, quella del 2004/05 in Serie C1 girone B, quando la sorprendente formazione di Ballardini con una favolosa doppietta di Martini davanti alla curva tinta di rossoblù ribaltò il quotato Padova di Ulivieri, accedendo ai play off, da cui invece estromise proprio i biancoscudati. Entusiasmante fu anche il rientro verso San Benedetto, quando in un autogrill, dove ci fermammo anche noi della Gazzetta, i tifosi festeggiavano con il presidente Mastellarini, come se avessimo vinto il campionato. Poi ai play off saremmo stati eliminati dal Napoli del neo-presidente De Laurentiis, ma soprattutto dopo pochi mesi quell’euforia sarebbe stata definitivamente spenta dalla cessione societaria a Soldini e dal successivo fallimento del 2006, più volte rievocato in questo periodo. Quel fallimento che ora, dopo il mancato rispetto dell’ipotesi di concordato da parte di Serafino, inadempiente sia nel versamento dei 25.000 euro necessari per l’avvio della procedura che nell’ordinaria gestione (se non fosse stato per tifosi e alcune aziende locali le ultime due partite non sarebbero state disputate), appare come l’inevitabile epilogo di una gestione societaria senza capo né coda e con molti lati oscuri, che nelle sedi opportune dovranno prima o poi essere svelati e giustamente sanzionati.

Alessio Perotti


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