Franco Fedeli e le sue sparate, tra autolesionismo e controsensi



SAMB-ALBINOLEFFE 3-0, LA CRONACA

MAGI: «MERITAVAMO QUESTA VITTORIA»

LO SFOGO DI FEDELI: «QUI SOLO CHIACCHIERE»

di Daniele Bollettini

Se è vero che è difficile cambiare il carattere di un adulto, specie di un tipo vulcanico come Franco Fedeli, la speranza che si potesse presentare in maniera più tranquilla e soddisfatta rispetto al solito c’era dopo la vittoria con l’Albinoleffe. Il successo ritrovato, i tre gol fatti e gli zero subiti, l’incisività (finalmente) di Russotto… Invece no, tutto è durato pochi secondi prima che Fedeli iniziasse il suo one man show, solo contro tutti. Una battaglia tutta sua quella che il presidente ha condotto nell’irosa decina di minuti di conferenza stampa, attaccando stampa, tifoseria e addirittura i suoi stessi collaboratori. Ma se il presidente si lamenta dell’affluenza al ribasso dei tifosi (anche con gli sconti sul prezzo dei biglietti) deve fare molta autocritica perché frasi come quelle che ha pronunciato ieri (non nuove) non possono che allontanare la gente dallo stadio, nonostante la grande passione del popolo sambenedettese per la squadra della sua città. Fedeli si lamenta, ma il suo atteggiamento è autolesionista. E anche contraddittorio, se si provano ad analizzare alcuni passaggi del suo bellicoso flusso di coscienza. L’imprenditore di Cascia dice di essere stato lasciato solo, quando al suo arrivo nella Riviera delle Palme era colmo di entusiasmo proprio perché questa era la sua prima esperienza da uomo solo al comando di una società. Si lamenta di una “società allo sbando”, senza persone a cui poterne affidare la gestione, ma si tratta delle persone scelte da lui e che, se non sufficienti, dovrebbe essere lui stesso ad integrare. Poi l’attacco alla gestione del settore giovanile, definita fallimentare perché non si è stati in grado di lanciare in questi anni nessun giovane in prima squadra. Pochi secondi prima, però, dalla stessa voce arriva la critica (rivolta non si sa a chi di preciso) per aver allestito otto squadre al posto di tre all’interno del vivaio rossoblù. Perché per iscrivere la squadra alla Lega Pro, a suo dire, ne sarebbero servite soltanto tre. Un ragionamento che va in cortocircuito prima di subito. Ma questo è stata l’ennesima autolesionista conferenza stampa di Franco Fedeli.

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