Samb-Mantova 2-0, IL COMMENTO | Siamo all’inizio dell’opera



SAMB-MANTOVA 2-0, LA CRONACA

MONTERO: «SIAMO UNA SQUADRA FORTE»

MAXI: «UNA VITTORIA PER GETTARE LE BASI»

Dopo circa un anno la Samb ritrova due vittorie consecutive, che mancavano dal trittico Ravenna-Piacenza-Cesena con cui si era proiettata al terzo posto, e si porta nel gruppetto a ridosso della capolista Alto Adige in compagnia di quell’Imolese che affronterà nell’imminente turno infrasettimanale. È stata una sorta di copia-incolla del raid di Fano il successo ottenuto contro un ambizioso Mantova, che solo sette giorni fa aveva rifilato una cinquina al Perugia, riscattatosi al Curi contro la Fermana (un solo punto, quello raccolto al Riviera, per i canarini). Con pregi (qualità dei singoli, evidente nelle due traiettorie vincenti di Nocciolini e dell’esordiente con i fiocchi Botta, e porta di Nobile inviolata per la seconda volta di fila) e difetti (circolazione della palla ancora lenta e calo nella ripresa, esclusivamente votata al mantenimento del vantaggio) simili alla gara del Mancini, anche se la formazione di Troise è sicuramente di un altro livello rispetto a quella di Alessandrini. Sicuramente non era stato semplice l’approccio a questo match, visti i casi di Covid 19, scoppiati per la prima volta in casa Samb (uno rientrato e l’altro tuttora in corso), che speriamo non pregiudichino le prossime tutt’altro che semplici sfide, e va dato atto a Montero e ai suoi di aver mantenuto alto il livello di concentrazione per affrontare i pericolosi lombardi. E non è stato certo agevole questo 2-0, che fa tanto morale e sparge entusiasmo nell’ambiente rossoblù, che ha anche ritrovato in piccola parte il suo pubblico, fattosi sentire eccome al suo rientro molto limitato (un migliaio di spettatori) sugli spalti. La Samb fatica a rendere sciolta la manovra, ad avere la meglio sulle seconde palle e anche a ripartire con incisività, ma ha anche mostrato di poter camaleonticamente assumere diversi atteggiamenti tattici, passando dal 4-3-1-2 del primo tempo al 4-3-3 e 4-4-1-1 alternatisi nella ripresa. È questa, come giustamente ripete Montero, la vera forza della sua compagine, al di là delle indiscutibili qualità dei suoi top-player, ovvero quella di poter contare su tante scelte e su innesti in corsa in grado di non far rimpiangere i titolari (e oggi mancavano Cristini per infortunio, Liporace per squalifica e all’ultimo minuto Rocchi e Chacon per piccole noie muscolari). Siamo comunque solo all’inizio di questa lunga e complicata stagione e senza svolazzi di fantasia conviene subito concentrarsi sul prossimo impegno di Imola contro una delle coppie d’attacco più forti del girone, quella formata da Polidori e dall’apprezzato ex Stanco.


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