Tutto ancora da giocare: Piacenza-Samb, IL COMMENTO


di Alessio Perotti

Hanno confermato i rispettivi trend casalinghi ed esterni Piacenza e Samb con gli emiliani in grande spolvero al Garilli nel girone di ritorno e nella prima dei play-off (4-2 alla Giana Erminio) e i rossoblù in affanno in trasferta soprattutto nelle ultime esibizioni al di là del pari di Trieste (una sola vittoria a Santarcangelo al ritorno). Dopo quattro 0-0 negli ultimi piuttosto datati scontri diretti (trent’anni fa in Serie B) si sono rivisti gol tra biancorossi e i rossoblù, illusi dal vantaggio di Miracoli, ma che comunque potrebbe pesare nell’ottica della doppia sfida. E proprio il fatto di giocarsela su due gare ha dettato l’atteggiamento tenuto nella ripresa da Conson e compagni, che hanno fatto sì la partita, senza peraltro creare granché sotto porta, ma evitando di squilibrarsi e di subire altre reti, compromettendo di fatto il match di ritorno. Partita in cui torneranno a disposizione dei due tecnici due big quali il fantasista Bellomo per Moriero e il “regista” Taugordeau per Franzini. E proprio alla luce del rientro del trequartista barese sarà curioso scoprire il lay-out a cui si affiderà l’allenatore leccese per vincere (con qualsiasi scarto) e centrare il passaggio del turno (per la Samb sarebbe il primo passaggio ai play-off di C, ossia della vecchia C1, in doppio turno dopo le eliminazioni con Pescara, Napoli e Lecce). Possibile che il 3-5-2 odierno in stile Capuano si converta in un 3-4-1-2 oppure che si opti per un 4-2-3-1, già adottato a Trieste. Ma al di là delle alchimie tattiche mercoledì prossimo servirà una Samb con il sangue agli occhi e la bava alla bocca per mettere al tappeto un Piacenza, rivelatosi osso duro da spolpare ma non impossibile. E soprattutto ci vorrà, dopo l’antipasto odierno con i meravigliosi 700 innamorati assiepati al Garilli, che hanno incitato senza sosta e col cuore in mano i rossoblù dall’inizio alla fine, la spinta di tutto il Riviera, che ancora una volta dovrà trasformarsi in sambodromo e vestire la consueta casacca numero 12.

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