Torrione, Belardinelli: «Ai nostri ragazzi insegniamo rispetto e sacrificio»



La stagione è iniziata da poco, ma William Belardinelli, allenatore dei Pulcini 2009/10 del Torrione, è già molto carico, ed ha preparato delle interessanti novità per i suoi ragazzi, in accordo con la società che punta molto sul settore giovanile.


«Sono al secondo anno qui al Torrione, e tracciando un bilancio del primo sono molto soddisfatto. Il gruppo è rimasto lo stesso dello scorso anno, e abbiamo dei nuovi ragazzi che si sono uniti a noi. Abbiamo due 2009 stabilmente con gli Esordienti, e abbiamo deciso di premiare settimanalmente quelli che dimostrano, in campo e fuori, di essere migliorati e avere appreso determinati concetti mandandoli ad allenarsi o in partita con i più grandi. Per loro questo è un forte stimolo, in quanto non è una rotazione, ma una chiamata che va guadagnata con l’impegno. Inoltre dal mese di novembre inizieremo a lavorare insieme ad una psicologa, messa a disposizione dalla società, sia per noi membri dello staff che per le famiglie e per i bambini, in modo da poter dialogare e risolvere eventuali problemi. Abbiamo stilato un elenco di regole scritte, che vanno rispettate da tutti, e vedo che i ragazzi si responsabilizzano molto. Sono tutte cose utili per fare gruppo, per rendere l’idea di lavorare insieme e crescere insieme. Inoltre ho pensato di introdurre, nelle partite, una serie di obiettivi individuali che i miei ragazzi devono raggiungere, ad esempio effettuare dei passaggi, degli uni contro uno, in modo da spostare la loro attenzione non tanto sul risultato ma sul modo in cui giocano. Durante gli intervalli noto che loro parlano di questo, si accorgono se hanno fatto male e si confrontano. I bambini sono molto intelligenti, ed hanno voglia di crescere e migliorare: sta a noi trovare il giusto canale di comunicazione per stimolare la loro attenzione. Loro sanno che devono dare il massimo in allenamento ed in partita otterranno i risultati del lavoro che hanno svolto, e quello che vogliamo noi è trasmettere loro questo metodo anche nella scuola e nella vita; far capire che il lavoro paga ed i sacrifici vengono ricompensati».


Gian Marco Calvaresi

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