Silenzio stampa infinito, parlano solo gli ex


Ancora bocche cucite in casa Samb. Nessuno si presenta ai microfoni dove, al contrario, arrivano il mister del San Nicolò Massimo Epifani e gli ex rossoblu Mattia Santoni e Joel Valim…

Massimo Epifani (All. San Nicolò): Per quello che abbiamo fatto nel primo tempo il nostro è stato un po’ un suicidio. Siamo stati poco cattivi, ma abbiamo giocato una buona gara. Chi legge il risultato di oggi potrebbe vedere una sconfitta “all’inglese”, in realtà non è così. Abbiamo creato tanto, mantenendo la gara in equilibrio. Il gol di Napolano ci ha tagliato le gambe complicandoci la vita. Sono contento per la mia squadra perché ha fatto quanto richiesto. Adesso ci proiettiamo alla gara di sabato che per noi è uno scontro diretto e vogliamo acquisire la salvezza al più presto possibile. Sono arrabbiato, più che per me, per i miei giocatori. Li vedo lavorare tanto, ma raccogliere poco. Onore alla Samb che ha calciatori di spessore che, in situazioni complicate, possono risolvere le gare. Oggi ci mancavano Iaboni e Bartolini, giocatori importantissimi per noi. Probabilmente sarebbe andata in maniera diversa. A otto partite dalla fine penso di poterlo dire: giochiamo un calcio difficile da vedere in queste categorie. È un merito del San Nicolò quello di venire a San Benedetto senza snaturare il proprio gioco. Il campionato non è finito, ma a vedere la Maceratese difficilmente lascerà punti sulla strada.

Mattia Santoni (Att. San Nicolò): È stato molto bello ricevere gli applausi dei tifosi. Nel corso del primo tempo abbiamo sprecato tanto, poi nella ripresa siamo un po’ calati. La Samb ha comunque creato tanto. Fossimo stati più cattivi avremmo potuto chiudere il primo tempo con uno o due gol. La Maceratese continua a vincere, la corsa al primo posto è difficile. Non è detta l’ultima parola, ma la Samb deve vincerle tutte e sperare in un loro passo falso. Tutto può succedere. Penso al campionato di tre o quattro anni fa del Santarcangelo col Teramo. Salire con i playoff in serie D è un’incognita. Si deve sempre sperare che qualcuno, in alto, non si iscriva.

Joel Valim (Centr. San Nicolò): A far gol ci ho provato, ma ho sbagliato. La squadra ha giocato bene, dispiace per il risultato. Non dobbiamo deprimerci, martedì si torna al lavoro. A San Benedetto stavo molto bene, mi chiamò il direttore sportivo chiedendomi se volevo trasferirmi. Dissi di no perché volevo restare, la Samb, in seguito, ha dato il via libera e sono andato a giocare al San Nicolò. Qui sarei rimasto anche se il mio posto da titolare non fosse stato assicurato. Avrei lottato fino alla fine perché qui si parla di uno sport di gruppo e non parlo per me. Mi è dispiaciuto andare via per i legami che avevo con i tifosi, la squadra e qualche amico fuori dal campo. Il San Nicolò è una piccola società, ma sogna in grande. Può fare buone cose. Ho approfittato del fatto che mio nonno fosse italiano e ho richiesto la cittadinanza italiana. Ho giocato anche a livello amatoriale in Italia. Non mi vergogno di ammetterlo: rispetto a quando ero qui ho notato che prima la Samb cercava di giocare molto palla a terra, mentre ora si cerca il lancio lungo.

Domenico Del Zompo

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