Samb, i 100 giorni di Domenico Serafino



Nelle Marche questi non sono solo i giorni del referendum sul taglio dei parlamentari, ma anche quelli per l’elezione di Presidente della Regione e del Consiglio Regionale. Perché parliamo (anche se stiamo già per terminare) di politica? Perché in politica un intervallo temporale importante è sempre stato quello dei “cento giorni“. I primi tre mesi abbondanti sono da sempre visti come la prima cartina tornasole delle varie amministrazioni, un po’ a tutti i livelli: i primi cento giorni servono, agli elettori, a capire con chi si ha a che fare e a verificare – almeno in un primo periodo – le sue competenze, i suoi modi di amministrare la cosa pubblica. Dal punto di vista sportivo il traguardo dei cento giorni è stato tagliato in maniera più che positiva da Domenico Serafino. Il presidente della Samb, insediatosi lo scorso 10 giugno dopo aver rilevato la società da Franco Fedeli, in questi tre mesi ha rilanciato a tutto tondo il brand Samb, dentro e fuori dal campo. Gli investimenti del produttore musicale di origini calabresi non si sono fermati ad una campagna acquisti di primo piano, ma sono stati anche più cospicui e lungimiranti nella sfera societaria (tra parte tecnica e settore giovanile) e nelle strutture (dal Samba Village ai lavori per il nuovo manto del Riviera delle Palme). Il tutto “condito” da un rapporto sempre più coinvolgente col tessuto sociale sambenedettese, non solo quello sportivo. A meno di una settimana dall’inizio del campionato Domenico Serafino ha superato a pieni voti il primo esame, quello dei cento giorni. Ma l’impressione, e la speranza comune, è che questo sia solo l’inizio.


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