«Sala? Come lui ce ne sono pochi. Roselli voleva schierarlo anche a Pesaro»



Insolito non vuol dire impossibile. Insolito è vedere un avvicendamento tra i pali in campionato dove, l’equilibrio, è delicatissimo e fondamentale. Dall’1 intoccabile del calcio a due colori ai numeri più fantasiosi nel 4k di oggi il ruolo è cambiato profondamente, ma un fattore è rimasto sempre costante: battezzato un titolare non si cambia, mai. Da qualche anno, a dir la verità, molte squadre avvicendano portieri anche durante la stagione, laddove lo si faceva solo in occasione di amichevoli o gare minori. Mister Roselli si è ritrovato a gestire un dualismo, per la verità più apparente che intestino, abbastanza pesante: quello tra Sala e Pegorin. Dopo l’avvio non brillante dell’ex Ternana è subentrato l’estremo piemontese, idolo della tifoseria. Una manciata di buone gare, poi qualche errore e le fisiologiche critiche.


Nel post gara di Imola, mister Roselli, ha spiegato:

«Non ho parlato con nessuno, sono due ragazzi che hanno sempre il sorriso in volto. Sala avrebbe giocato pure venti giorni fa a Pesaro, ma c’era il mercato aperto e la possibilità che potesse trovare una soluzione diversa. Non ho voluto creare problemi alla società e decisi di schierare Pegorin. Contro l’Imolese non c’era dubbio, io li considero entrambi titolari, come lo sono i giocatori di movimento: tutti titolari, per me. Quello del portiere è un discorso molto pericoloso ma come non avrei mai tolto Sala a Vicenza, dove avrebbe giocato non fosse per un infortunio; ha giocato Pegorin che poi moralmente ha dimostrato di stare bene. Ho provato a fare la cosa giusta per la squadra e per i giocatori».

Gli fa eco il DS Pietro Fusco:

«Sala ha vissuto un momento difficile, ma è un buon portiere e come lui, in questa categoria, ce ne sono pochi. In questi frangenti un tecnico sceglie liberamente. Roselli ha detto che avrebbe giocato a Pesaro? Era una infrasettimanale e rientrava nell’ottica del turnover. È insolito pensarlo per quanto riguarda i portieri ma i nostri sono competitivi. Se si misura la corsa, col GPS e dati alla mano, si muovono più di alcuni giocatori in campo. È entrato con il Renate, poi il mister ha schierato di nuovo Pegorin».

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