L’Angolo del Narrante – Baseball a San Benedetto, il ricordo di Italo Renzi: «Eravamo una famiglia»

In questo spazio della Gazzetta troverete una rubrica curata in collaborazione con Il Narrante (QUI la pagina Facebook). Uno spazio dove potrete scoprire o approfondire curiosità storiche che appartengono alla città di San Benedetto del Tronto. L’Angolo del Narrante vuole accompagnarvi fuori dal mondo del calcio e dello sport per provare a condurvi, con leggerezza, nel ricco giardino della cultura sambenedettese. Una lente di ingrandimento su personaggi, eventi e luoghi del passato che hanno lasciato un segno nella storia di San Benedetto.

BASEBALL A SAN BENEDETTO, IL RICORDO DI ITALO RENZI: «ERAVAMO UNA FAMIGLIA»

Il nostro Gigi chiedeva spesso di dedicare un ricordo al Baseball sambenedettese. “Oh, ma voi lo sapete che io ho giocato anche a Baseball con la squadra del Torrione? Anni bellissimi!“, amava ripetere durante le lunghe trasferte in macchina al seguito della sua amata Samb. Caro Gigi, l'”Angolo del Narrante” ha seguito il tuo consiglio: grazie alle parole di Italo Renzi – fondatore, allenatore e anima del Baseball sambenedettese -, siamo riusciti a narrare quei tempi che tanto hai amato.

Come è nata l’idea di fondare una squadra di Baseball a San Benedetto del Tronto?
«Ci ritrovavamo tra amici a giocare al Paese Alto: con i mattoni formavamo le basi, con un bastone colpivamo una pallina da tennis. Da lì in poi, grazie alla parrocchia “sudentrina” ed altri sostenitori (come Tokedo) comprammo il materiale: nel 1973 nasceva a San Benedetto il “Torrione Baseball”. Eravamo una famiglia».
In una città a trazione calcistica come San Benedetto, quali problematiche avete incontrato?
Pur autofinanziandoci, partecipammo a campionati Juniores, regionali e Giochi della Gioventù. Tuttavia, soffrivamo la mancanza di un campo da gioco: non pretendevamo chissà cosa, ma un semplice spazio già esistente, come il “campo Europa”, dove poter far giocare una settantina di ragazzi. La politica di quei tempi non ci ha sostenuto. Intorno al 1981, mollammo il progetto. Sarebbe bello ripartire, ma oggi la strada da percorrere sarebbe ancora più tortuosa».
Hai qualche aneddoto da raccontarci relativo a questa avventura?
Dalla blasonata Maceratese volevamo portare a San Benedetto un “lanciatore” che aveva espresso il desiderio di giocare con noi, ma non avendo il denaro necessario pattuimmo un accordo: una scatola di palline da baseball in cambio del cartellino del ragazzo. Ancora oggi, dopo tanti anni, siamo in contatto».

La Gazzetta Rossoblù ringrazia Italo Renzi per la disponibilità nel concederci l’intervista e per i bellissimi reperti fotografici 

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