La Samb e il ritiro di febbraio, una storia già vissuta. Carnevale indigesto ai rossoblù


Il primo a teorizzare una verosimile esistenza di “corsi e ricorsi storici” fu Giambattista Vico. Tralasciamo le declinazioni filosofiche in merito. A farne un discorso molto più semplicistico si può riassumere come segue: “Il carnevale, alla Samb, non porta bene”.

Oggi. La Samb, dopo aver ceduto il passo ad un Meste capace di fare la voce grossa al Riviera delle Palme, si trova in ritiro a Cascia, homeland del presidente Franco Fedeli. Silenzio stampa imposto ai tesserati, ad eccetto della dirigenza. L’Umbria accoglie ancora la formazione di Viale dello Sport per cullare tra il gelo dei monti i pensieri dei ragazzi. Decisione presa dopo il triplice fischio del 16, partenza il 18 febbraio.

Nel 2015. Le critiche, la sconfitta col Fano e il magro pareggio con la Civitanovese. Via tutti: dal 16 febbraio silenzio stampa e ritiro. Stavolta a Norcia dove Paolucci e i suoi prepararono il proseguo del campionato. Alla fine “l’esilio” durò solo una settimana con i rossoblù che steccarono il ritorno in campo contro il Termoli non andando oltre il 2-2. Poi 12 punti in 4 partite e la conquista dei playoff poi persi contro il San Nicolò di Epifani al termine di una contestatissima gara al Riviera delle Palme.

Stesso periodo, stessi problemi, stessa (più o meno) location, anche in quel caso un avvicendamento in panchina (Mosconi-Paolucci). Cambia solo la dirigenza. Servirà, anche in questo caso, il ritiro “carnevalesco”?

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