Eccoci al secondo secolo di Samb

È stata come non mai ad un passo da una irreversibile scomparsa proprio in occasione del suo centenario una Samb, bistrattata più volte (cinque fallimenti) negli ultimi 30 anni: 365 giorni fa quando si tagliava il traguardo dei 100 anni, mentre doverosamente si celebravano i grandi fasti del passato, c’era anche tanta mestizia per una precaria attualità, senza una società degna di tal nome, e un apparentemente inesistente futuro. Quella grande storia rossoblù costellata di tanti indimenticabili momenti (le tre promozioni in B su tutti) ma anche di immani tragedie (il terribile rogo del Ballarin) sembrava veramente giunta ad amari titoli di coda.

Ma non poteva e non doveva finire tutto così nel nulla al termine di un primo secolo, epico per due terzi e a dir poco altalenante nell’ultimo terzo, ed eccoci allora ancora qui agli inizi del secondo secolo di Samb a parlare e a vivere tuttora di questa leggendaria squadra di calcio, che poi in realtà non è solamente e semplicemente questo, ma è tornata ad essere dopo un paio di anni d’oblio una compagna di vita. Un’icona, purtroppo ora privata del suo storico sfondo, lo stadio Ballarin appena demolito e chissà se qualcosa degno della sua memoria sorgerà al suo posto, in cui non solo San Benedetto si riconosce, ma anche tanta parte della Riviera che va da Tortoreto a Pedaso e della vallata almeno fino a Castel di Lama.

Così è sempre stato e così sta tornando ad essere, visto il ritrovato senso di appartenenza e di coinvolgimento che rende una passionale a dismisura tifoseria come la nostra un vero e proprio popolo. Dal compleanno a due facce dei 100 anni è stato lungo il salto a questo dei 101, numero palindromico che speriamo ci regali quella fortuna che da un po’ ci aveva voltato le spalle e che anche nel corso di questo campionato, all’insegna del recuperato orgoglio rossoblù, non è che ci sia stata proprio amica. Ma questa ricorrenza è ancora più bella da festeggiare, perché sappiamo che l’orizzonte non è limitato a qualche mese o al massimo a un anno, ma che la Samb è di nuovo radicata nel nostro territorio con una società locale ed ambiziosa, con i tantissimi partner che le si sono affiancati e che rinnoveranno sicuramente il loro appoggio, con gente che è tornata allo stadio dopo averlo abbandonato all’indomani dell’ultima B, con uno straordinario pubblico che rivuole la sua Samb al centro del villaggio e l’amministrazione comunale non potrà non tenerne conto.

Questi 101 anni stanno assistendo alle nuove fondamenta, che si stanno gettando per un secondo secolo, che chissà potrà anche essere migliore del primo e che comunque saremo orgogliosi di consegnare ai nostri figli e nipoti. Certo la ciliegina della promozione non sarà facile da posare sulla torta di compleanno, ma come recita lo storico inno rossoblù, che sarebbe giusto far riecheggiare anche allo stadio: “Credeteci, credeteci perché la Sambenedettese questa è, olé!”

Alessio Perotti

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