Primi sorrisi mentre si studia da squadra: il commento di Alessio Perotti


Nel mezzo del cammin di ritiro e mercato ecco planare la Tim Cup sul manto erboso in rifacimento del Riviera. Impegno non proprio da snobbare, visto che è il primo ad avere il crisma dell’ufficialità, e neanche da sottovalutare perché la Sanremese di mister Lupo, seppure di categoria inferiore, è comunque complesso dotato di elementi di spicco, che in D faranno sicuramente la differenza come l’esterno Molino, il trequartista Spinosa e l’aitante “puntero” Traini, già incrociato da avversario in quarta serie. Per l’attesissimo Magi si tratta poi del battesimo casalingo, che va assolutamente onorato, oltretutto perché con 2000 e passa spettatori e una curva già in clima campionato, non si può “stonare” (proprio di fronte alla squadra di Sanremo…) al primo approccio con il curioso pubblico rossoblu. Senza peso in attacco per via della doppia assenza Calderini-Stanco rispettivamente per squalifica e infortunio e con la canicola tipica della stagione dei bagni la prima frazione è da pennichella, stoppata per fortuna ad inizio ripresa, quando la Samb, in attesa dello spettacolo pirotecnico previsto per la serata, qualche fuoco d’artificio l’accende, sbloccando il risultato con il suo Capitan Futuro, alias Gelonese, e sfiorando il raddoppio. Non mancano peraltro brividi per il non impeccabile Sala, salvato dal palo, prima che un altro legno, ma sul versante opposto, negasse la prima gioia stagionale all’assist-man Di Massimo. Insomma non si è trattato proprio di una pomeridiana passeggiata in prossimità del lungomare sambenedettese, ma intanto è giunto un promettente vagito dalla neonata creatura della società di Fedeli. Pur non brillando, come peraltro avvenne un anno fa nell’esordio vincente, anche se ai supplementari, in Coppa contro i pari livello della Lucchese, si è letto tra le righe del match che la scolaresca di Magi stia studiando con impegno per diventare squadra. Mentre quella che era la formazione di Moriero apparve a prima vista piuttosto statica e affidata ai singoli, questa, anche perché non presentava in verità individualità di spicco, ha mostrato, ovviamente senza strafare, la capacità di restare corta, di favorire gli inserimenti e di venirsi incontro nelle fasi di apnea. Insomma si intravede dinamismo e tanta voglia di applicarsi nel versatile scacchiere di Magi, che ha ripristinato quel 3-5-2 diventato lay-out di riferimento per gran parte della scorsa stagione. In attesa di un paio di innesti, che permettano di spiccare un salto di qualità, altra giornata di studio, stavolta assolutamente senza l’assillo del risultato, sarà quella di sabato prossimo contro un altro avversario ligure, ma cadetto, al Picco di La Spezia (sconfitta per 1-0 nell’ultimo precedente di C1 del 2006, quando i bianconeri approdarono in B).

Alessio Perotti


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