Playoff, Parma prima finalista: il Pordenone saluta ai rigori. Lucarelli e Frattali sugli scudi


Il Pordenone, nell’economia del match, non ha demeritato dimostrandosi squadra quadrata. Amaro mister Tedino: «Sono le regole del gioco, ma a me rode». D’Aversa: «Rendiamo merito al Pordenone per la gara giocata»…

Il Parma è la prima finalista degli infiniti playoff di Lega Pro. Ieri sera, infatti, i gialloblù sono riusciti ad avere la meglio sul Pordenone, ma soffrendo fino ai calci di rigore dove i guantoni di Frattali e il piede di capitan Lucarelli. Ma andiamo con ordine.

LA CRONACA – Gara bloccata, la posta in palio è alta, ma a rompere gli equilibri è quel Parma che tanto vuole la B. Scaglia infila Tomei sugli sviluppi di un calcio d’angolo al quarto d’ora di gioco. L’impatto psicologico è forte e i neroverdi sembrano accusare. Giganteggiano Baraye e soci ma al 23’ è Cattaneo che prova a far tornare i marziani sulla terra: il bolide dell’avanti ramarro sibila vicino a Frattali per poi spegnersi sul fondo. La ripresa è ibernata: il Parma riesce a coinvolgere nelle trame difensive i leggeri attaccanti ramarri, orfani di Arma. Al 63’ Mazzocchi si infortuna, dentro Alessandro Lucarelli, non al top della condizione. Cambia poco, il Pordenone di un tarantolato Tedino in panca continua a spingere sterilmente rendendo facile la vita a Frattali. Fino a dieci minuti dal termine. È l’80’: mischione in area su corner ramarro. Svetta Marchi che infila l’1 a 1. Verso il finale però manca la lucidità e le conclusioni che si susseguono sono imprecise o molto forzate. I supplementari sono una sofferenza, in tutti i sensi. le soluzioni tattiche non incidono particolarmente e le squadre sembrano affidarsi ai lanci laddove la corsa non riesce più ad andare in supporto dei ventidue in campo.
PILITTERI DI PALERMO –  In tanti hanno criticato la direzione arbitrale del fischietto di Samb-Lecce, andata dei playoff. Al 12’, ad esempio, ci sarebbe una sacrosanta ammonizione sul diffidato Di Cesare per un clamoroso fallo su Pietribiasi sfuggito dalle grinfie del crociato palla al piede. Al 46’ Misuraca si becca un giallo per simulazione che lascia basiti tutti i neroverdi presenti al Franchi. Al 53’ è il Parma che recrimina per l’atterramento di Scaglia in area, non sanzionato dal direttore di gara. Al 121’ Buratto prova a saltare Frattali in uscita, palla al piede. La sfera si allunga ma il giocatore neroverde sembra venir atterrato dal portiere gialloblù. Tutta la panchina si riversa in campo.
I RIGORI – Fatale la roulette dei rigori per il Pordenone che lascia, per la seconda stagione di fila, i playoff in semifinale. La sequenza: Padovan-gol, Edera-gol, Misuraca-parato, Scaglia-gol, Suciu-gol, Scavone-palo, Martignago-gol, Corapi-gol, Burrai-gol, Munari-gol, De Agostini-parato, Lucarelli-gol.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – Il presidente del Pordenone, Mauro Lovisa, in sala stampa analizza: «Accettiamo il verdetto, ma c'è rammarico. Il Pordenone al completo è più forte del Parma, gioca di più a calcio e ha più idee. Questa esperienza servirà ai ragazzi e il prossimo anno saremo  protagonisti». MIster Tedino: «Non dobbiamo parlare dell'arbitraggio o attaccarci a esso perché sminuisce quanto fatto stasera e negli ultimi due anni da questa squadra e questa società. Il Parma non ha fatto una bella gara anche per merito nostro. Hanno ottimi giocatori e ci hanno battuto due volte in campionato. Ma la finale la meritavamo maggiormente noi. Queste sono le leggi dello sport e dobbiamo analizzare tutto con tranquillità anche se mi rode il culo». Il collega crociato D’Aversa: «Si sapeva che avremmo dovuto soffrire. Abbiamo lucrato sul vantaggio e non abbiamo giocato. Dobbiamo produrre di più. Qualche situazione c'è stata anche nei supplementari. Di positivo c'è il risultato e la finale conquistata, rendiamo merito al Pordenone per la gara disputata». Eroe nei rigori è Frattali, due parati: «Siamo felici per questa finale conquistata e cercheremo di vincere senza soffrire così tanto e per questo dobbiamo recuperare molto bene. Faccio i complimenti al Pordenone perché sono la squadra che gioca meglio e la più forte incontrata e l'ha dimostrato anche oggi. Rigore? Hanno protestato poco anche loro perché lui si è allungato la palla, ma io ho tolto le braccia per evitare il contatto. È stato molto bravo l'arbitro che non è caduto in questa simulazione».

Domenico del Zompo

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