I ricordi di Simonato: «Il mio arrivo a San Benedetto e quella volta che diedi un calcione a Tardelli»



Continuano i ricordi di Maurizio Simonato, che attraverso la sua pagina Facebook ha narrato alcune delle pagine più belle che ha scritto con la Samb. Di seguito riportiamo il post in maniera integrale, qualcosa che a molti vecchi cuori rossoblù tirerà fuori una lacrimuccia.

Il 1° agosto 1972 parto per San Benedetto del Tronto con la mia 500 rossa, pronto per una nuova avventura. Chi mai poteva immaginare che arrivato lì poco più che un ragazzo sarei diventato nonno? (anzi “nonni” per mio nipote Matteo). Raggiungo il raduno della squadra sotto la sede della Società Sambenedettese verso le 13.30, in ritardo, dato che ad Ancona inaspettatamente finiva l’autostrada, stravolto da quel viaggio campale iniziato la mattina alle 6. Al mio arrivo in una foto che conservo, sono in pantaloni bianchi a zampa di elefante e maglia scura, e lo sguardo di Catto, Daleno e Rasi pare che si esprima per loro e che dica: “Ma guarda te, questo qua dobbiamo aspettare!”. Da quel raduno la nuova Sambenedettese parte subito per il ritiro Santa Vittoria in Matenano. A quella Samb, la mia Samb, oltre che a fare gol piaceva dare spettacolo, ma purtroppo quello non può essere fotografato! I miei gol in campionato sono stati 39, e nelle foto di oggi ne voglio ricordare alcuni, anche di testa e “di rapina”. Tra questi, quello al Pisa di testa, in cui è immortalato davanti a me Tardelli, che l’anno dopo passò al Como. Proprio a Como, toccò a me essere marcato da lui. Marcatore spietato e giocatore straordinario, quel giorno tra me e lui molte scaramucce e qualche battibecco. Vincevamo 1-0 e su un rinvio dal fondo di Migliorini, Tardelli mi anticipò per l’ennesima volta, o almeno ci provò a farlo, dato che quando arrivò al mio fianco, prima gli tirai un calcione da paura a metà gamba, e poi andai diretto verso gli spogliatoi. L’arbitro, Terpin di Trieste, ovviamente, alzò il cartellino rosso. L’altra espulsione diretta fu quella a Grosseto, in serie C. Dopo un dribbling su Piccoli, fui toccato un paio di volte sulla caviglia, al che mi voltai di scatto e gli diedi un calcione. Rosso diretto. Era il primo tempo ed il secondo tempo mi accomodai in tribuna. Ebbi così la fortuna di godermi un meraviglioso gol segnato da Catto. Conquistata la palla al limite della sua area, la portò avanti, ora lentamente, ora accelerando per superare degli avversari, fino ad arrivare all’area di rigore opposta. Da quella posizione scaricò un destro micidiale che si insaccò all’incrocio: 1-0 per noi! Dopo il gol, Catto corse esultando sulla pista da atletica seguito da tutta la squadra, finché arrivò dietro la panchina di mister Bergamasco, che un po’ seccato gli si avvicinò e gli disse: “Fermete mona, che te me stracchi tutta la squadra!”. Per la cronaca la partita finì 2-2, dopo che avevamo raggiunto il 2-0 per noi! Per concludere la carrellata di oggi, due foto di un gol che feci a Verona e che io considero uno dei più belli della carriera. Nell’area di rigore tutti alla ricerca del pallone, Busatta, Gasparrini, Cozzi ed il portiere Giacomin… ma arrivai prima io! Dopo quel gol, feci il mio giro tranquillo con il braccio alzato guardando in tribuna. Sapevo di trovare mia moglie e mia figlia che sarebbero venute con mio fratello e sua moglie a cui avevo lasciato un paio di biglietti, ma guardando verso l’anello inferiore mi accorsi che oltre a loro, c’erano una ventina di persone esultanti: mia mamma, le mie sorelle, le mie quattro zie, i parenti di Verona, perfino mia nonna ultraottantenne che forse era l’unica partita a cui aveva assistito! Un sorriso mi venne spontaneo nel vedere lì tutta la mia famiglia a cui quel giorno dedicai il gol, ed un sorriso mi viene oggi nel giorno della festa della mamma, in cui il pensiero va a mia mamma Tosca e a tutte le mamme che seguono i propri figli nelle loro passioni.


Fonte foto: pagina Facebook Simonato Maurizio

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