Fusco: «Non è bello sentirsi dire “domani vendo”, ma noi siamo dei professionisti»



CALCIOMERCATO, IL PUNTO DI FUSCO

Pietro Fusco è un tipo che parla piuttosto raramente, ma quando lo fa non è mai banale e non si tira indietro di fronte a nessuna domanda. Lo ha dimostrato anche nella conferenza stampa di domenica mattina che si è tenuta al Riviera delle Palme, in cui non si è limitato a tracciare un bilancio della sessione invernale di calciomercato (VEDI QUI) ma ha svariato su più temi: dal futuro alla crisi di risultati della squadra allenata da Paolo Montero fino ad arrivare a questioni più strettamente dirigenziali. «La proprietà fino ad oggi non ci ha fatto mancare nulla, siamo in ottime condizioni per far andare le cose nel modo giusto – le parole del direttore sportivo della Samb –. Allo stesso tempo, però, dobbiamo avere rispetto dei “numeri” che la stessa società ci ha messo a disposizione e questi non possono essere gli stessi di altre realtà». Ecco perché, secondo lui, l’andamento in campionato può dirsi finora più che positivo: «In estate ci è stato chiesto di cercare di ricreare un po’ di entusiasmo, di provare a far divertire la gente allo stadio e, a livello di classifica, di stare dal decimo posto in su: credo che al momento stiamo centrando tutti gli obiettivi prefissati – ha detto il d.s. in conferenza –. Se non dovessimo centrare i play off, poi, non credo che si potrebbe parlare di fallimento perché si dovrebbe comunque considerare i numeri di tutte le squadre di questo torneo. Si deve sempre cercare di fare delle valutazioni oggettive ed equilibrate». Sulle reiterate dichiarazioni di vendita da parte di Fedeli: «Sono cose che possono influire sul rendimento, è vero, ma noi siamo dei professionisti e dobbiamo cercare sempre di fare il massimo. Certo non è bello sentirsi dire “domani vendo” o altro, però il presidente è stato chiaro e noi dobbiamo comportarci in maniera professionale facendo il nostro lavoro fino alla fine. Il presidente ha detto che la società è in vendita e a giugno si vedrà il da farsi. Però, proprio per questo, serve più equilibrio da parte di tutti. Questo gruppo va tutelato e, per quello che ho visto, certe volte non si va tutti nella stessa direzione».


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