Ferruccio Zoboletti, il Presidente di tutti



di Alessio Perotti

Ferruccio, basta il nome e tutti sanno di chi si parla. Educazione, garbo, cura per le relazioni, generosità, parole d’altri tempi, che tu hai saputo calare ed incarnare in questi. Ti voglio ricordare, tu, presidente di tutti noi e in tanti siamo cresciuti con te e dobbiamo ringraziarti per aver rallegrato la nostra adolescenza e averci insegnato valori di civiltà e di rispetto, sì ti voglio ricordare esultante, col sorriso e braccia all’aria a bordo campo, e pronto per quegli abbracci autentici con cui cingevi i tuoi giocatori, figli aggiunti ai tuoi tre naturali. Ma ti ricordo anche pronto ad allungare, senza ostentazione, un contributo economico alla bisogna di qualche calciatore momentaneamente in difficoltà, come ci ricordò in un’intervista il Principe Manfrin. Lontano dai riflettori, lontano dal pulpito, mai una frase oltre le righe, mai un lamento, uno che si è fatto da solo, trasparente e solare nella vita e sui campi di calcio e tennis. Hai dovuto anche soffrire, seguendo giorno dopo giorno le vicende di chi rimase coinvolto nell’incendio del Ballarin, sostenendo anche le loro famiglie, e quando fosti convocato per comparire all’udienza del calcioscommesse del 1986, difendendo con onestà e con le lacrime agli occhi la tua società e i tuoi giocatori. Ma ti voglio anche ricordare per le tue capacità gestionali oltreché imprenditoriali, per aver retto per 8 anni la Samb in B, l’ultima B, dopo la magistrale promozione ottenuta con Sonetti al tuo primo anno di presidenza. Avesti anche fiuto quando consigliasti alla tifoseria rossoblù di non presentarsi in massa allo stadio Della Vittoria di Bari nell’ultima partita di campionato del 1986/87 per non aizzare il pubblico pugliese: fosti seguito e ripagato con quello storico 4-3, che significò salvezza, l’ennesima. Hai tanto apprezzato i bravi ragazzi, prima che i bravi calciatori e hai saputo sempre costruire squadre di uomini veri, sul tuo modello ed esempio. Buon viaggio caro presidente, ti ringraziamo dal profondo del cuore e salutaci i tuoi Stefano Borgonovo, Giuliano Fiorini e Tiziano Manfrin.


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