«Con la salvezza è scattato un altro anno di contratto. Nei prossimi giorni bisognerà mettersi a sedere con il presidente Massi ed il d.s. Mussi per vedere quello che sarà il futuro. È normale che mi piacerebbe restare qui, dove mi sono trovato benissimo. Ma è anche logico che a me piace vincere: l’ambizione è quella di fare un campionato dove poter lottare per posizioni di classifica migliori o, comunque, non soffrire per raggiungere la salvezza».
Parole chiare quelle di Roberto Boscaglia, che nel corso del suo intervento a Vera TV nella scorsa settimana ha lasciato intendere diverse cose: su tutte, la voglia di restare alla Samb anche nella prossima stagione, considerando anche che col raggiungimento della salvezza diretta è scattata l’opzione di rinnovo proprio per il prossimo anno. Il tecnico siciliano, però, ha lasciato intendere che da parte sua c’è la voglia di competere per qualcosa in più rispetto a quanto avvenuto nel campionato appena terminato. Capitolo importante, poi, quello relativo all’utilizzo dei giovani.
«I giovani? Giocano se sono bravi. Quando si va alla ricerca di un giovane prospetto c’è la necessità che sia bravo, perché altrimenti la squadra fatica tantissimo. Margarita? Deve crescere ancora molto, così come Lonardo e tanti altri: hanno bisogno di allenarsi in un certo modo, di impostare una mentalità diversa rispetto a quella richiesta nei settori giovanili. Uno degli attuali mali del calcio italiano è quello di far giocare per forza i giovani: i padri non devono pagare i procuratori con lo scopo di “spingere” il proprio figlio a giocare o fare minutaggio in prima squadra. Noi vincevano gli europei under 21, o i mondiali, quando non c’era la regola dei giovani. Nei confronti di questa mentalità sono molto critico».
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