È partita la volata: Samb-Teramo, IL COMMENTO


Si potrebbe dire la solita pioggia, quella che è caduta come di consueto seppur lievemente prima della gara del Riviera, e la solita Samb, quella che centra la quarta vittoria consecutiva in casa, rivalutando così nettamente un fattore campo bistrattato fino a poco più di un mese fa. Era uno snodo cruciale per il finale di stagione quello odierno e la Samb ha imboccato il bivio giusto per lanciare la volata degli ultimi 270 minuti, innanzitutto accedendo matematicamente ai play-off con tre turni d’anticipo (lo scorso anno era avvenuto solo alla penultima giornata ad Ancona). Come nella stagione 2004/05, quella con la guida tecnica di Ballardini e gli storici play-off col Napoli, la Samb rifila un doppio 2-0 al Teramo dell’ex Palladini, che giustamente la curva ha omaggiato con cori e striscioni. E proprio quel punto più alto (quarto posto) toccato dalla Samb dopo aver abbandonato nel remoto 1989 la serie cadetta, quest’anno è nuovamente alla portata e addirittura è migliorabile. L’obiettivo dello sprint finale è ora il secondo posto. Sotto certi aspetti, in particolare quello dell’aggressività iniziale, il successo odierno ha ricalcato quello contro la Fermana alla prima di ritorno, riproponendo un primo tempo di grande intensità e spessore (solo 4 erano stati prima di oggi i gol siglati nella prima frazione al ritorno). L’apporto degli acquisti invernali Perina, Marchi, Bellomo e Stanco sta cominciando a pesare assieme al ritorno in condizione del “treno” Rapisarda dopo l’infortunio, ma da elogiare è la compattezza in blocco della squadra. Si conferma la concretezza della Samb di Capuano, che in 20 partite ha un più che soddisfacente bilancio di 9 vittorie, 8 pareggi e sole 3 sconfitte (media quasi di 2 punti a partita). C’è però il neo di non aver mai vinto durante questa gestione con formazioni della prima metà della classifica (cosa invece riuscita a Moriero contro Feralpisalo’, Reggiana e Mestre), difetto non trascurabile che sarà da correggere nelle trasferte di Pordenone e Trieste e soprattutto ai play-off.

Alessio Perotti

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