Ballarin, i messaggi di Maria Teresa: «Non voglio che mia madre mi veda così»


A distanza di 37 anni è impossibile dimenticare il rogo Ballarin e, anzi, è un dovere conservare la memoria attraverso le testimonianze di chi ha vissuto quei momenti in prima persona ed ha assistito a quella che è ad oggi la più grande tragedia avvenuta in uno stadio italiano. Una disgrazia di carattere nazionale, che ha commosso e continua a commuovere non solo i sambenedettesi. Ne è una testimonianza l’approfondimento curato dal giornalista dell’Asi Cristiano Vignali (QUI), che dopo essersi occupato della narrazione del rogo Ballarin nel 2017 negli ultimi giorni è riuscito ad incontrare la signora Sara, anziana madre di Maria Teresa Napoleoni. Incontro da cui sono stati svelati due messaggi, scritti sotto forma di diario da Maria Teresa nei giorni in cui si trovava all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. «Dite a mia madre che la amo tanto, ma non voglio che mi veda così» aveva scritto l’8 giugno 1981. Un messaggio di amore per la famiglia e la volontà di non arrecare altro dolore alla madre, tanto che a vegliare su di lei nel nosocomio romano – in quei giorni drammatici – c’era una zia. Il 10 giugno, dopo l’aggravarsi delle condizioni, Maria Teresa aveva scritto: «…le mani non me le sento, non potrò più lavorare?…». Frase da cui traspare la voglia di voler riprendere la sua vita quotidiana. Una vita che si è interrotta troppo presto e che tutti dobbiamo ricordare, come quella di Carla Bisirri, altro angelo sambenedettese.

Daniele Bollettini

Fonte foto:
http://www.agenziastampaitalia.it/speciali-asi/speciale/39778-a-memoria-di-maria-teresa-napoleoni-i-messaggi-che-la-ragazza-vittima-del-rogo-del-ballarin-ha-scritto-alla-madre-custoditi-per-37-anni
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