Arrangiarsi e saper soffrire: le armi vincenti della Samb di Palladini


L’anatomia di una squadra costruita per lottare a denti stretti forse con un gioco non spettacolare, ma decisamente funzionale (avere il terzo miglior attacco non è un caso)…

La sconfitta contro il Mantova è quasi trascurabile, non fosse per paragoni e statistiche. Nelle quattro gare disputate finora, la squadra di Palladini ha incassato nove punti cedendo il passo ai soli virgiliani. In Lega Pro è raro vedere calcio champagne, specie in partite dove una delle due formazioni rinuncia a giocare per concentrarsi a non subire gol (vedi Fano).

LA DIFESA – Argomento ostico da trattare in questo scampolo di inizio stagione. La retroguardia è il reparto principe per chi, dell’adagio “Prima non prenderli” (i gol), ne ha fatto filosofia di gioco: la squadra non mette in campo un abbottonato catenaccio interrotto da qualche ripartenza in contropiede, ma fa dei difensori il primo mattone nelle gare migliori. Non è un caso se le ultime due prestazioni (Gubbio e Fano) hanno visto una Samb più brillante proprio perché certa della stabilità della propria difesa.

L’ATTACCO – Un centravanti dal gol facile manca, quel “nome” che è una garanzia… Eppure quei Sorrentino e Fioretti sembrano iniziare a carburare al meglio: il primo grazie a due buone prestazioni mentre il secondo con il compito di fiaccare la resistenza degli avversari. Molto simili nelle caratteristiche, proprio il tecnico rivierasco non ha escluso la contemporanea presenza dei due lì davanti (scene già viste, per un tratto di gara, contro il Fano).

SAPERSI ARRANGIARE – Già dalle prime battute emerge come la Samb sia una delle squadre “imprevedibili” del girone ed è già una. I marcatori sono Mancuso (2), Fioretti, Sorrentino, Sabatino, Tortolano e Berardocco. Il capocannoniere rossoblù, oltre a conoscere bene la parola sacrificio viste le sgroppate in fase di copertura, sa togliersi qualche sfizio dando dispiacere ai portieri avversari (come il gol contro il Fano sotto la Nord). Sorrentino è alla prima marcatura tra i professionisti trovata nella prima presenza in campo (da titolare), non male… Proprio Palladini ha ammesso che il modulo di gioco sarà un 4-3-3 che potrà facilmente variare. Contro il Mantova, con l’innesto di Candellori, si era passati al 4-4-2 con Berardocco e Sabatino al centro e proprio il Torello di Castorano e Mancuso sulle fasce. Contro il Fano si è vista la mutazione offensiva opposta al 4-4-2: nel miglior momento Palladini ha inserito Fioretti, a dar peso al reparto avanzato, schierando così ben 4 punte ed uno spudorato 4-2-4, comunque ben coperto dal “rognoso” centrocampo formato da Lulli e Sabatino.

Domenico Del Zompo

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