«Vi racconto come sono diventato presidente». Parola di Ferruccio Zoboletti


Torna la rubrica Parola di Ex con una maxi intervista al «Presidentissimo» della Samb, che questa in questa prima parte racconta tra le altre cose come è iniziata la sua avventura al timone della società…

Nella cultura sambenedettese sei “il Presidentissimo”, ma cosa ti ha portato a diventare presidente?

Arrivai a San Benedetto – in pianta stabile – intorno al 1953/54 per motivi lavorativi. In quegli anni seguivo la Samb da semplice tifoso, ma il mio ingresso in società è stato molto particolare. Con la direttiva che imponeva ai club calcistici di diventare spa, alcuni rappresentanti della Samb giravano per la città cercando azionisti. Lì è iniziato tutto.

Un'esperienza – quella al timone della Samb – che è poi durata quasi dieci anni.

Detti una disponibilità 2 milioni di lire, ma di fronte alla richiesta di contribuire con 3 milioni acconsentii ugualmente. Con una cifra di quelle proporzioni mi ritrovai ad essere uno dei principali azionisti, così in poco tempo mi ritrovai prima consigliere e poi vice presidente. Il 2 dicembre del 1980, poi, venne il momento di eleggere il presidente che sarebbe succeduto all'ingegner Arduino Caioni. Essendoci alcune frizioni su un paio di nomi l'allora responsabile dell'ufficio stampa Umberto Ventura propose di scegliere me in quanto figura neutrale non essendo di San Benedetto.

Quelli in cui sei stato presidente sono stati anni di grandi soddisfazioni per la Samb.

Penso che per ottenere risultati come quelli che ha ottenuto la Samb in quegli anni sia necessario avere – oltre ad un po' di fortuna – una buona dose di competenza: oltre a giocatori di grande qualità a San Benedetto sono passati allenatori del calibro di Sonetti e Clagluna.

I primi momenti di festa che ti tornano in mente?

Il viaggio di ritorno dopo aver ottenuto vittorie a Bari o Genova. Ricordo anche la vittoria per 1 – 0 in casa della Sampdoria con gol dalla distanza di Gigi Cagni. Chiesi a lui come aveva fatto e mi rispose: “Presidente, ho chiuso gli occhi e ho calciato”.

Daniele Bollettini

NOTA: Nel prossimo numero della Gazzetta verrà pubblicata la seconda parte dell'intervista al «Presidentissimo»

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