Verso Samb-Atalanta U23, Boscaglia: «Nessun ultimatum. Sono consapevole del lavoro che stiamo facendo»

ROBERTO BOSCAGLIA (all. Samb): «La mancanza di tranquillità ovviamente è dovuta alla mancanza di risultati, ma questo è sotto gli occhi di tutti. Le tante espulsioni in queste prime giornate di campionato? Per quanto riguarda le mie, la seconda è stata una “cantonata” dell’arbitro; quelle dei giocatori, invece, sono dovute ad un intervento di Zini a Sassari, mentre sull’ultima di Magnaghi c’è poco da dire: il giocatore aveva solo preso posizione ed è stato sanzionato col secondo giallo. Dobbiamo essere una squadra più aggressiva, lo sappiamo, così come sappiamo che non stiamo rispettando il ruolino di marcia che ci eravamo prefissati.

Quella di domani è una partita importantissima, che dovremo cercare di vincere in tutti i modi. Una situazione come questa la si deve affrontare a testa alta, con coraggio. In carriera io questi momenti li ho avuti e li ho sempre superati, ma anche tanti ragazzi li hanno già vissuti: ci dobbiamo riuscire in un modo o nell’altro. In questi ultimi due giorni ci sono stati tanto lavoro e poi confronti su dinamiche di gioco, su quello che possiamo fare in mezzo al campo. Bisogna andare in campo con più aggressività. A Pineto abbiamo preso due gol su falli laterali, distrazione totali. Non sto dicendo che abbiamo fatto una grande partita: non siamo ancora al livello che desidero, però bisogna tener presente che ci sono anche gli avversari in campo. L’Atalanta è una squadra “leggera”, sbarazzina, con tanti giovani che valgono molto: sarà una partita difficile, di fronte ad una squadra che sa fare buone cose. È una squadra che verrà a San Benedetto senza nulla da perdere, noi però dovremo fare una “guerra sportiva” sapendo che dovremo fare risultato a tutti i costi.

La fiducia della società la sento, come sempre: io ci metto sempre la mia responsabilità, ci metto la faccia. Sono un uomo di calcio e un uomo libero: faccio quello che posso fare, al massimo delle mie capacità. Il confronto con la società è stato un confronto normalissimo, di quelli che si fanno con la società e col direttore. Il più arrabbiato dopo la partita di Pineto sono stato io. I confronti col direttore e con la società ci sono quotidianamente, non solo dopo la partita. Le parole del presidente nei miei confronti? Lui è una persona meravigliosa, un vulcanico, con lui ho avuto un bel confronto: so che le sue sono parole dette a caldo, che ci possono stare, e le prendo così. Questo non scalfisce minimamente il mio lavoro, non sono queste le cose che mi mettono ansia. Ultimatum? Non so cosa sia un ultimatum, un’ultima spiaggia: non sono un pivellino, sono consapevole del lavoro che stiamo facendo e sono qui per metterci la faccia. Lo spogliatoio è coeso, tutti sanno che stiamo vivendo un momento negativo che dobbiamo superare insieme.

Perché non passiamo dalla difesa a 3 a quella a 4? Non abbiamo terzini di ruolo per giocare a 4. I giocatori in rosa hanno caratteristiche che non ci permettono di giocare a 4, specie in questo momento. Machin? Non è ancora in una condizione ottimale, sicuramente, però la condizione arriva anche giocando e accumulando minuti sulle gambe: ha bisogno di un minutaggio giusto per entrare in condizione, ma il problema di Pineto non è stato soltanto Machin, sarebbe riduttivo dire questo».

Commenti