Una squadra malleabile, almeno fino all’arrivo di Capuano: analizziamo il Modena


L’avvento di Ezio Capuano può essere la spinta giusta per far sì che i gialloblù ritrovino la propria identità. Con Pavan tanti cambi di modulo, ma poca concretezza…

L'ALLENATORE – Dell’approdo in gialloblù di Ezio Capuano se n’è già parlato abbastanza da lasciare la parola al campo. Il tecnico salernitano ha avuto ben poco tempo per conoscere i giocatori ed implementare il suo sistema di gioco, ma nella trasferta a San Benedetto può contare sulla sua capacità motivazionale. Il predecessore, Simone Pavan, non ha avuto particolari fortune in prima squadra, dopo aver guidato alcune selezioni giovanili modenesi. L’ex allenatore è stato sollevato dall’incarico dopo diciotto gare sulla panchina emiliana (15 in campionato, 2 in Coppa Italia, 1 in Coppa Italia Lega Pro) dove ha rimediato 11 punti.

IL MODULO – Non apportando particolari cambiamenti, per ora, si suppone che Ezio Capuano continui  sulla strada tattica già intrapresa da Pavan. Dall’inizio della stagione i moduli e i sistemi tattici battuti dall’ex doriano sono stati molteplici. La base dalla quale si è sempre sviluppato il gioco canarino è lo stabile 4-3-3, in tutto e per tutto speculare a quello della Samb di Ottavio Palladini, ad esempio. Contro il Pordenone, invece, è stato tentato il 4-4-2 con Schiavi e Laner sulle fasce del centrocampo e due terzini di copertura come Accardi e Minarini (più incline alla fase offensiva rispetto ad Accardi). Contro il SudTirol, nell’impegno casalingo vinto in pieno recupero, il Modena è sceso in campo schierandosi con il 4-2-3-1, a guardia della difesa Giorico e Laner o Besea, più adatto al ruolo in generale. Infine, e questa potrebbe rivelarsi la soluzione più congeniale al tecnico ex Arezzo, il sistema canarino opposto all’AlbinoLeffe il 5 novembre, nel match vinto da Virdis e compagni a Modena, è stato il 5-3-2. Trazione arretrata con la retroguardia composta da Calapai, Accardi, Zucchini, Popescu e Minarini.

LA ROSA – Una delle rose più giovani del girone B con una età media di 23.5 anni, dietro Forlì e Ancona. Il Modena vanta il più alto numero di stranieri tesserati, ben 9.

IN CAMPO –  Capitano e portiere titolare è il ferrarese classe ’88 Niccolò Ferrarini. Simone Aldovandi è nato a Carpi il 2 aprile del 1994 ed è uno dei punti fermi della difesa in coppia con il più esperto Alberto Cossentino. Difensore jolly adatto tanto in fase di copertura che d’impostazione, sulla fascia o al centro, è il classe ’95 Andrea Accardi, cresciuto nelle fila del settore giovanile del Palermo e passato per Trapani. Altro giovane esterno difensivo, nato e cresciuto a Modena, è Filippo Minarini, spesso impiegato sulla fascia sinistra. Difensore di sicuro affidamento e con importanti squadre alle spalle è il romeno Ștefan Adrian Popescu. Dopo aver militato in Francia ed aver vinto la Cupa Romaniei con l’Astra ha optato per l’esperienza italiana (dopo una parentesi nelle giovanili del Cesena) con la Ternana in serie B. Tiziano Tulissi nasce centrocampista offensivo, ma Pavan lo ha plasmato attaccante esterno. Un esperimento ben riuscito visto l’alto impiego del giocatore ed il buon rendimento personale. Augustìn Olivera Scalabrini, in arte Olivera, tiene le redini del centrocampo canarino ed è uno dei confermati dopo la stagione passata in serie B lo scorso anno. Centrale di fatica è Daniele Giorico. Nato il 1 gennaio del 1992 ad Alghero, ha una lunga militanza nella Lega Pro, con un salto di un anno in B (sempre tra i canarini). Prelevato dal Novara, ma originario di Rafaela (Argentina), c’è il centrocampista offensivo Nicolàs Adriàn Schiavi. Nato e cresciuto nel Modena c’è la promessa del centrocampo gialloblù Prince Emmanuel Doudu Besea, diciannove anni, sei gare giocate in questa stagione e una rete all’attivo. Riccardo Ravasi, attaccante classe ’92, ha già una buona conoscenza della categoria, ma non uno score positivo: l’ultima stagione in cui ha segnato due reti fu a Monza nel 2012/2013. Più di cento gare nei campionati ungherese, inglese e tedesco è il gigante d’attacco Bálint  Bajner: 1 metro e 95 centimetri per il 26enne alla prima esperienza in Italia. L’attaccante di maggior peso, almeno nella costruzione della squadra ad inizio stagione, è Adama Diakite. Ivoriano classe ’93 è il punto di riferimento nell’attacco. In questa stagione non è ancora andato a segno e in carriera ha toccato il più alto punto con la maglia della Casertana: 6 gol in 28 gare.

Domenico Del Zompo

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