Serafino: «Non prometto la luna, verrò giudicato per il mio lavoro»



La firma per l’acquisto della società, i primi giorni da numero uno della Samb, il trasferimento in pianta stabile a San Benedetto del Tronto: tutto molto in fretta per Domenico Serafino. Il nuovo presidente rossoblù si è presentato alla ufficialmente alla stampa realizzando interviste “scaglionate” per facilitare il rispetto delle norme anticontagio da Coronavirus. Quando gli abbiamo chiesto quali sono state le prime emozioni vissute da presidente il 53enne imprenditore di origini calabresi ha risposto così:

«Quando sono entrato in questo stadio ho realizzato quanto sia meraviglioso: in quel momento mi sono reso conto della grandezza e dell’importanza di un club come la Samb»

Poi il nuovo presidente rossoblù ha parlato anche della trattativa con l’ormai ex patron Franco Fedeli.

«I tempi sono stati molto rapidi nella trattativa con Franco Fedeli. In autunno mi era stato riferito che la Samb era in vendita, ma io credevo che non fosse qualcosa di veritiero. Quando, a fine aprile, mi hanno detto di nuovo che c’era ancora questa possibilità ho verificato il tutto: ho chiamato Fedeli e abbiamo avviato la trattativa, risolvendo tutto in tempi brevi. Se ho trovato “sorprese” in società rispetto alla gestione precedente? No, perché Fedeli è stato chiaro in merito a cosa venivo incontro. Da quel punto di vista nessuna sorpresa».

Ma chi accompagnerà, non solo per la parte tecnica, Serafino nella sua avventura sambenedettese?

«Assieme a me ci sarà il mio socio di minoranza, un imprenditore di origini coreane che vive da 30 anni negli Stati Uniti che mi supporta anche nella gestione del Bangor City (Kim Dae Jung, ndr). A livello tecnico, invece, sarà presente Pedro Pablo Pasculli, che di sicuro avrà un ruolo nell’area tecnica».

Ma con quali idee e con quali obiettivi Serafino è arrivato a San Benedetto?

«Io non posso fare proclami e promettere la luna, verrò giudicato per il mio lavoro quando verrà il momento. Bisognerà lavorare molto nel settore giovanile perché il futuro della Samb passa attraverso il suo vivaio e la crescita dei suoi giovani. Il responsabile Giuseppe Gasparrini resterà: con lui e con il d.g. Walter Cinciripini abbiamo avuto degli incontri per capire dove e come operare e soprattutto cercare un’area per intervenire a livello di strutture».


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