Santurro: «La partita con la Virtus Verona è stata uno spartiacque per la nostra stagione»



Una stagione di alti e bassi, culminata con una sfida in cui si è dato il massimo ma che non si è riusciti a portare a casa. A tracciare il bilancio del 2019/20 in casa Samb è stato il portiere Antonio Santurro:

«La stagione era partita sotto i migliori auspici. I presupposti, infatti, sono stati molto promettenti e siamo riusciti a portare avanti la filosofia di gioco del mister che prevedeva la costruzione dell’azione coinvolgendo tutte le parti, trovando anche risultati soddisfacenti. Poi è successo qualcosa dopo la partita con il Cesena, alla nona giornata: ha rappresentato per noi un match spartiacque che ha visto iniziare una fase negativa. Contro la Virtus Verona, nonostante le decine di azioni da gol che abbiamo creato, abbiamo dovuto arrenderci a uno 2-1 non veritiero. Credo che in quel momento il risultato abbia influito in maniera negativa sul nostro approccio, riportandoci, per così dire, con i piedi per terra».

Un periodo piuttosto lungo che ha inficiato non poco sulla stagione della squadra di Paolo Montero.

«Giocavamo ogni tre giorni, abbiamo subito degli infortuni e si è sentita la mancanza di una panchina più lunga a livello numerico. Insomma alti e bassi che ci hanno comunque permesso di rientrare nei playoff nonostante il Covid».

Dopo il lungo stop dovuto alla pandemia da coronavirus si è arrivati alla sfida di play off in casa del Padova.

«Riniziare non è stato facile: dopo oltre tre mesi di inattività di squadra con allenamenti sul balcone o in giardino, abbiamo visto che anche in serie A le gare si sono svolte con ritmi blandi ed evitando le giocate complicate. Noi credevamo addirittura di non poter partecipare vista la cessione imminente del club: invece il nuovo proprietario, Domenico Serafico, ha voluto premiare comunque il nostro impegno sul campo. Sebbene abbiamo avuto solo due settimane per riprendere confidenza con gli schemi e riprendere la giusta attenzione, abbiamo cercato di fare il meglio possibile, nonostante fosse chiaro che sarebbe stato difficile con un risultato solo a disposizione».


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