Sammenedètte | Il varo: dal bacio del mare all’“aiòte de Dèje”


Nell’ambiente marinaresco si è spinti ad imprimere con fervida partecipazione i momenti della vita sociale. Fra questi spicca l’atto che si compie con i migliori auspici nel voler varare un’imbarcazione, che sia “nu barchètte” o “na lancettòcce”, col natante che viene letteralmente “spiaggiato” lungo la battigia prima dell’inserimento in mare. Nella tradizione sambenedettese ogni volta che si assisteva ad un tale e determinato investimento (sia per la famiglia operante sia per l’acquirente, cioè l’armatore), era doveroso omaggiare e celebrare degnamente l’aumento della famiglia del mare, con la quale tutti si identificavano. Ai riti e credenze popolari che correlavano il cosiddetto bacio del mare si aggiungeva anche l’affidamento alle divinità, per assicurare alla ciurma “l’aiòte de Dèje”. Tra le altre cose si soleva apporre due “occhielli” tramandati dai poemi epici omerici, che fossero gli artefici di una vigilanza sulle creature marine e sulle incombenze all’ordine del giorno.


si ringrazia Francesco Casagrande

Fonte foto: http://www.usticasape.it/vecchia-foto-attesa-varo-barca-a-vela/

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