«Per me questi sono stati due anni molto importanti. Prima giocavo a calcio, ma dopo essere venuto alla Samb posso dire che è come se prima non avessi mai giocato per davvero: venire in una piazza come San Benedetto ha cambiato tutto». Alessio Zini ospite nell’ultima puntata del podcast Hell Clab (QUI il video completo). L’eclettico difensore della Samb, tra i più grandi protagonisti degli ultimi due campionati tra Serie D e Serie C, si è raccontato senza filtri, a cuore aperto, come lo si vede sempre in campo.
«L’inizio non è stato facile: non stavo giocando nelle prime partite e avevo anche pensato di andare via, poi ho trovato sempre più spazio, pur dovendomi adattare da terzino destro, ruolo che non avevo mai ricoperto prima. Sono contento di quello che ho fatto in questi due anni; spero di fare sempre meglio e restare qui a lungo».
Tra i passaggi, inevitabile quello sulla posizione in campo per un difensore centrale che si è rivelato col passare del tempo un terzino molto prolifico in chiave offensiva. Eppure, Zini si sente sempre prima di tutto un centrale. «Preferirei sempre giocare difensore centrale, perché quello è il mio ruolo naturale; davanti alla porta, però, mi trovo a mio agio e penso di avere avuto quasi sempre 1/2 occasioni da gol a partita nel corso di questa stagione. Avrei potuto segnare anche di più. Il giocatore a cui mi ispiro? È sempre stato Sergio Ramos: come lui ho fatto qualche gol ma anche tanti cartellini (ridendo, ndr). Per me un difensore deve “farsi sentire” quando ci vuole, quindi, non penso che un centrale possa finire il campionato con 2/3 cartellini. Il mio atteggiamento sanguigno? Il mio procuratore me l’ha anche detto “tranquillizzati perché sennò ti farai terra bruciata attorno a te in Serie C, perché se poi dovesse andare con la Samb non potrai andare da nessuna parte».
Chiosa sul match più pazzo dell’anno: quello di Pesaro che ha portato ad un’incredibile salvezza in pieno recupero. «Dopo aver preso il 2-1 al 94’ sinceramente non ci credevo quasi più; poi si è segnato il pareggio, siamo andati a centrocampo e l’arbitro ha detto “da quando si batte mancano 30 secondi”. La Vis si è gettata in avanti per cercare il 3-2 ma sul contropiede si è scoperta e noi ci siamo trovati con l’occasione di Lonardo: Edo avrebbe anche potuto passarmela, ma sicuramente ha fatto bene perché se l’avessi buttata fuori chissà cosa sarebbe successo».
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