Moriero: «Niente illusioni: alla Samb nessun fenomeno, solo giocatori normali»


I risultati parlano di una squadra che è in grande crescita. Ma alla Samb manca ancora molto per potere essere finalmente matura e pronta al grande salto di categoria. Mister Moriero spiega:

«Le speranze di migliorare ci sono e sono quelle che mi danno i miei calciatori. Vedo l’atteggiamento che mettono in allenamento, la voglia di crescere, di emergere, di non sentirsi inferiori a nessuno e di uscire da questa categoria. Bisogna essere positivi. So che se non faremo risultato a Renate sarà una settimana dura. I miei ragazzi sono già concentrati: sto facendo capire loro che devono sudare la maglietta e che nessuno gli chiede di stravincere ma di fare bella figura onorando e rispettando la maglia».

In tante interviste si leggono molte accreditate per la promozione. Quasi mai figura, tra queste, la Samb:

«Anche i miei colleghi dicono che la Samb non è pronta al salto di qualità. Si parla di Padova, di Renate… Noi non siamo nessuno. Siamo la Samb perché viviamo in questa città e tutte le squadre che ci affrontano non lo fanno perché ci chiamiamo Moriero, Gelonese o Vallocchia. Sanno che la piazza è importante e calda e giocano tutti al 200% perché c'è un tifo importante».

Ci vuole, insomma, maggior equilibrio in campo, così come nei giudizi:

«Le partite si giocano sul terreno di gioco, undici contro undici. Il Padova ha speso sette milioni di euro ed è venuto qui vincendo con un tiro in porta. Contro la FeralpiSalò, la vittoria, è stata definita “sofferta”. Ma alla fine, in classifica, quei tre punti contano. Io, spesso, preferisco giocare male e vincere poi ci sono altre persone che vorrebbero che la Samb stravincesse e questo fa parte di un "destabilizzare" l’ambiente, cosa che io conosco e che mi scivola addosso. Secondo me, contro il Santarcangelo, non abbiamo fatto una grande partita mentre voi (rivolto ai giornalisti, ndr) avete scritto il contrario. Abbiamo fatto gare migliori dove meritavamo di vincere come a Fermo, dove abbiamo giocato decisamente meglio. Domenica abbiamo avuto il merito di non mollare dopo il gol perché la squadra non voleva perdere ed è un merito. Un plauso va anche ai nostri tifosi che ci hanno spinto fino alla fine. Qui si giudica tramite i risultati. Per me contro il Padova abbiamo giocato molto meglio rispetto al Santarcangelo. Si è valutato solo il risultato di queste due partite (Padova e Fermana) e abbiamo fatto due settimane molto tese».

Quanto può influire sulla squadra questo?

«Quello che conta è che i ragazzi mi seguano e che non leggano quello che viene scritto che secondo me è falso. Io sono molto arrabbiato. Non è questa la realtà che ci compete. Siamo una squadra che deve combattere. Qua di bravi non ce n’è, qua si suda la pagnotta. Giochiamo per dare soddisfazione al nostro presidente e alla nostra gente e cerchiamo di fare il massimo. Capisco tutto e tutti, ma ho troppa esperienza per cadere in questi tranelli, ho giocato con Inter e Roma. Voglio che i giudizi siano giusti. Nella mia squadra i fenomeni non ci sono, siamo giocatori normali se diamo il massimo. Se iniziamo a pompare i giocatori diventa difficile anche per me la gestione. Fino a tre settimane fa c’erano troppi talenti e tutti insieme non potevano giocare, hanno giocato ed è andato tutto bene. Avevamo perso due partite di fila e siamo diventati dei brocchi, ne abbiamo vinte tre e ora siamo una squadra che merita il primato. Così diventa difficile gestire lo spogliatoio: ci sono ragazzi di 18 anni che vivono di quello che sentono e leggono. Qua non mi hanno chiesto di vincere tutte le partite, mi hanno chiesto di fare un bel campionato perché c’è una buona squadra. Va bene l’entusiasmo ma si devono tenere i piedi per terra. Non voglio illudere nessuno».

Domenico Del Zompo

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