Morante che esulta in faccia ai teramani, Radi in biancorosso: ecco l’ultimo Samb-Teramo in C


SAMB-TERAMO 2-0

MARCATORE: 24’pt (rigore) e 26’st Morante.

SAMB: Consigli, Tinazzi, Varriale, Iovine (23’st Loviso), Zammuto, Landaida, Carlini (33’st Grillo), Giorgino, Morante, Desideri, Olivieri (28’st Tripoli). A disposizione: Chessari, Della Rocca, Tulli, Fragiello. Allenatore: Andreozzi (Ugolotti squalificato).

TERAMO: Paoloni, Bono, Radi (31’st Schettino), Gargiulo, Cascone, Migliaccio, Maury (30’pt Margarita), Capodaglio, Myrtaj, Favasuli, Niscemi (17’st Baldi). A disposizione: Scarabattola, Filippi, Andreulli, Turienzo. Allenatore: Fiorucci.

ARBITRO: Lioce di Molfetta.

L’ultimo precedente al Riviera tra rossoblù e biancorossi in un campionato professionistico risale al 25 marzo 2007: tante curiosità, vi riportiamo la nostra cronaca integrale…

SAMB-TERAMO 2-0

MARCATORE: 24’pt (rigore) e 26’st Morante.

SAMB: Consigli, Tinazzi, Varriale, Iovine (23’st Loviso), Zammuto, Landaida, Carlini (33’st Grillo), Giorgino, Morante, Desideri, Olivieri (28’st Tripoli). A disposizione: Chessari, Della Rocca, Tulli, Fragiello. Allenatore: Andreozzi (Ugolotti squalificato).

TERAMO: Paoloni, Bono, Radi (31’st Schettino), Gargiulo, Cascone, Migliaccio, Maury (30’pt Margarita), Capodaglio, Myrtaj, Favasuli, Niscemi (17’st Baldi). A disposizione: Scarabattola, Filippi, Andreulli, Turienzo. Allenatore: Fiorucci.

ARBITRO: Lioce di Molfetta.

San Benedetto – Dagli allori di Manfredonia alla polvere di Foggia; dall’arrabbiatura di Cava alla gioia di oggi: fra un raggio di sole, un piovasco ed una nevicata, questo pazzo marzo in casa Samb non fa mancare niente. Come da tradizione, se c’è da rispondere presente alle prove d’appello, i rossoblu gridano forte la loro voglia di successo, questa volta, dopo il finale amaro di Cava, condita con molta bramosia di riscatto. Ne fa le spese un deludente Teramo messo subito alle corde da una Samb umile ed operaia, poi affossato dalla sua stessa condizione mentale che lo sta portando giù, sempre più giù, verso le sabbie mobili della zona play out. Mattatore della giornata l’ex Morante che torna sulla via del gol con una doppietta siglata chirurgicamente nei momenti cruciali della contesa. Gol che costano cari ai nervi tesi dei teramani che si vedono sfaldare il loro castello di illusioni e la loro speranza di far punti in casa di una loro ex concorrente. Stato d’animo fortemente influenzato dalle esuberanze prodotte dall’attaccante rossoblù sotto la curva dei suoi ex sostenitori appena dopo la realizzazione del penalty assegnato dal signor Lioce di Molfetta: resosi conto di avere esagerato, nel corso della partita, il bomber di casa darà ampie spiegazioni ai suoi avversari che, nel frattempo, perdono la testa e si fanno appioppare ammonizioni sacrosante in serie, culminate con la doppia sanzione di Gargiulo e con la sua successiva espulsione. In 11 contro 10 dal 26’ del primo tempo, per la Samb è stato un po’ come giocare al gatto contro il topo, visto anche che il roditore biancorosso di giornata non si è dimostrato particolarmente pericoloso, mentre Landaida & C., nelle mentite vesti feline, hanno brandito la preda praticamente a loro piacimento, seppure in un match che non si ricorderà certo per la sua bellezza.

LE FORMAZIONI

Certo che con due compagini scese in campo infarcite di pedalatori piuttosto che di ispiratori, le manovre non potevano deliziare i palati più raffinati degli amanti della pelota, ma quando il risultato conta più di ogni altra cosa, è il caso di ricordare la massima secondo la quale ogni fine giustifica il mezzo. Samb che, senza lo squalificato Diagouraga e l’infortunato Visone, fa di necessità virtù, riproponendo l’impianto di gioco che tanto bene aveva fatto appena una domenica fa a Cava dei Tirreni, con Consigli fra i pali, estremo di una difesa a quattro con le fasce presidiate da Tinazzi a destra e Varriale a sinistra, ambedue con licenza di affondare, mentre il sontuoso capitan Landaida, al rientro, faceva coppia centrale con il riconfermatissimo Zammuto, puntuale ed elegante nell’annientare il temutissimo Myrtaj. Argine basso di centrocampo affidato a Giorgino e Iovine, poi uscito per far posto a Max Loviso, entrambi instancabili faticatori nello spezzare le azioni teramane e rilanciare gli affondi dei locali. Morante in attacco supportato dal trio Desideri-Olivieri-Carlini non ha possibilità di innescarsi nella versione Morante express, ma svaria molto sul fronte di attacco per facilitare gli inserimenti dei suoi, senza peraltro mai rinunciare alla sua principale prerogativa: il gol. Assetto di metà campo che, davanti a Giorgino e Iovine vede inizialmente Olivieri al centro con Desideri a destra e Carlini a sinistra; consegne sulle fasce poi invertite durante la partita e poi, a risultato acquisito, centrocampo a quattro con l’ingresso di Grillo. A proposito di Desideri: Frà Davide da Torino sta attraversando un periodo di forma superlativo e da qualche partita non smette di stupirci: alcuni dei suoi colpi sono di alta scuola ed è sicuramente, con Zammuto, la nota più lieta di questo scorcio di campionato. Di contro, i dirimpettai abruzzesi sostengono Paoloni in porta con una difesa a quattro imperniata al centro su Cascone e Migliaccio e sulle fasce sull’ex Ternana Bono a destra e sull’ex Catanzaro Radi a sinistra. Centrocampo aprutino con l’ex Maury (ma non era un centrale di difesa?) a destra a far coppia con Favasuli, mentre al centro Gargiulo gioca insieme a Capodaglio, quest’ultimo in campo al posto dello squalificato Levacovich. Attacco ospite affidato a Niscemi in posizione più arretrata del bomber albanese Florian Myrtaj. Assetto teramano rivoluzionato a partire dal 30’ del primo tempo con l’ingresso sul terreno di gioco di Margarita in vece di Maury, evidentemente messo in quel ruolo più per sbaglio che per effettive esigenze, poi stravolto dall’espulsione di Gargiulo al 36’ della prima frazione di gioco.

LA GARA

Con tanti muscoli in campo il gioco latita, conseguentemente, le azioni degne di nota vanno ricercate con il lumicino: comincia il Teramo all’11’ con un tiro dalla distanza di Favasuli che impegna Consigli in due tempi, ma l’azione più bella del primo scorcio di gara la regala al 17’ Desideri, lesto ad approfittare di un liscio di Bono ed a fiondarsi in area: finta, controfinta e tunnel ai danni del malcapitato difensore ospite con assist prezioso nel finale per Morante che, a porta spalancata, grazia Paoloni con un tiro oltre la traversa. Il peso della gara comincia a spostarsi verso la metà campo biancorossa ed al 22’ Olivieri, servito da Morante, appena dentro l’area, fra se e la rete si trova solo Paoloni: dribbling secco e gamba del portiere teramano che mette fine alla corsa sicura verso il gol. Le proteste reiterate degli ospiti servono solo a ritardare il momento di Morante, che arriva puntuale al gol con un tiro che passa sotto la pancia del portiere ospite. Qui il fattaccio. Il bomber di casa invece che correre sotto la sua curva si attarda sotto quella abruzzese mettendosi le mani perpendicolarmente alle orecchie sì da invogliare all’idea dello scherno: il parapiglia conseguente non lascia tracce in termini di ammonizioni né uomini sul campo infortunati, ma innesca un forte stato emotivo che, in altre circostanze, avrebbe potuto originare situazioni di ordine pubblico assai problematiche. Saltato il dispositivo difensivo, ai teramani sfugge anche il controllo dei nervi, perdendo Gargiulo che va anzi tempo sotto la doccia causa una sacrosanta doppia ammonizione. Nel frattempo Morante si da un gran da fare per scusarsi con gli avversari e per sottolinare che il suo gesto non era rivolto nei loro confronti, né tanto meno verso i supporters ospiti; esso era bensì rivolto verso un personaggio dello staff dirigenziale del Teramo, a suo dire, responsabile in passato di alcune offese alla sua persone ed a quella dei suoi cari. Fatto sta che con il Teramo in 10 e la Samb in vantaggio, la partita, perdurando nella sua opacità, assume ben altri presupposti, ma il Teramo non sembra avere possibilità di sottrarsi alla sua 12^ sconfitta esterna che già gli si profila all’orizzonte. Anzi, allo scadere del primo tempo i gol al suo passivo rischiano di essere addirittura due, quando Morante arpiona una palla vagante al limite dell’area biancorossa e la scaraventa fuori di un niente alla sinistra dell’immobile Paoloni. Prova a regiare il Teramo ad inizio ripresa, quando gli animi sembrano placati, vista anche la visita di scuse di Morante nello spogliatoio: corre il 6’ e Migliaccio, assistito da Radi incorna solo di un tantinello a lato del palo con Consigli che già rivedeva il cavese Perna nella sua memoria. I break della Samb fra il 7’ e l’8’, invece riportano le cose al loro giusto posto, quando prima il Morante express sfonda sulla sinistra con un dribbling secco ed offre a Carlini una delizia di palla che viene sminata in extremis, poi con Frà Desideri che smista a Carlini un pallone regale che il biondino ex Frosinone mette in area senza che nessuno dei suoi ne approfitti. Teramo che continua nelle sue inutili ed improduttive corse che cercano il taglio per Myrtaj, ma Zammuto e Landaida non danno scampo, mentre dall’asse Carlini-Morante, al 26’ nasce il raddoppio sambenedettese: dall’ala dentro per il bomber che solo davanti a Paoloni non ha pietà: due a zero, palla al centro e partita virtualmente finita. dall’esultanza – questa volta… canonica – sotto la curva per il gol a quella di fine partita, solo gli appunti delle sostituzioni: troppo stanco il Teramo, troppo vogliosa di riscatto la Samb, che regola con un due a zero anche il derby casalingo con l’altra cugina teramana. Il cielo nuvoloso che si staglia sul Riviera questa sera è solo per il Teramo, ormai costretto a continuare la propria corsa verso una tortuosa strada che si spera finisca fuori dalla griglia play out, mentre la calma piatta dell’Adriatico all’orizzonte è tutta rossoblu…

Piero Mastrodicasa

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