Moneti non ci sta: “Questo è terrorismo mediatico”


“Ci avete chiesto rispetto per la città e per la squadra, ma dov’è il rispetto nei nostri confronti?” sbotta Bucci

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La furia di Bucci e Moneti si abbatte contro la stampa rea, durante il silenzio osservato dai tesserati di Viale dello Sport, di aver sollevato illazioni circa la situazione societaria, per la quale proprio Moneti si è esposto ammettendo l'esistenza di "diverse trattative in stato avanzato".

 

 

“Abbiamo tenuto a rapporto tutti i calciatori, nel ritiro di Norcia. – apre Moneti – È palese che ci sia una mancanza di risultati, non è che si possa nasconderlo. Di questo ne abbiamo parlato introducendo un concetto che, nel calcio, credo non si sia mai visto. I giocatori hanno sottoscritto, di spontanea volontà con la società e lo staff, un Gentleman Agreement. Un ‘patto tra gentiluomini’ nel quale tutti si impegnano a salvaguardare gli interessi di questa squadra ed assicurarne i risultati. Gli atleti, a questo punto, ci hanno messo la faccia. Nel contratto è spiegato che, nel caso in cui non si raggiungano determinati obiettivi, non saranno corrisposti dei rimborsi spese. Non credo che, una squadra che agisce in questo modo, non voglia raggiungere un risultato positivo, no?”.

È visibilmente alterato, il presidente, anche quando si rivolge direttamente alla stampa: “Nei nostri confronti (indicando Bucci) si è messa in moto una macchina del fango. Sento, da parte vostra, troppe illazioni, pensieri personali diffusi come notizie che hanno a che fare con persone coinvolte in questa squadra e non corrispondenti a realtà. Abbiamo dovuto invocare il silenzio stampa per questo: speravamo che la situazione potesse tornare tranquilla, dare la possibilità a tutti di calmare gli animi e giocare in maniera serena. Qui si sta facendo terrorismo mediatico buttando ai quattro venti notizie false. Questo è inaccettabile.”

Moneti spiega anche la posizione di Arcipreti. “Io non ho preferenze nello staff, mi circondo di persone capaci. Non crediate, come qualcuno ha insinuato, che ci sia chissà quale  rapporto tra me e Arcipreti. Quando ero a Perugia e ho riconosciuto delle responsabilità da parte sua l’ho allontanato, perché così si fa nel calcio. Ha detto che avrebbe fatto i conti a febbraio, adesso siamo a marzo e abbiamo deciso che deve rimanere con noi. Ha parlato di andare via, ma non si abbandona la barca. Finiamo questo campionato puntando al primo posto. Non verrà? Cercheremo di vincere i playoff. Se dovessimo fallire in tutto ripartiremo il prossimo anno consci dei nostri errori. Ci saranno giocatori che rimarranno a San Benedetto ed altri che se ne  andranno”.

Prima di passare la parola a Bucci chiude con un appello ai tifosi: “So che per loro è giusto criticare, specie in questo momento dove i risultati non sono positivi. Ma se sono arrabbiati loro, pensate noi che sacrifichiamo tempo e denaro in questo progetto. I tifosi, qui, sono caldissimi. Chiediamo loro di aver pazienza e di farci lavorare con calma. – Passando alla questione fumogeni spiega – Il regolamento vieta espressamente materiale pirotecnico. Anche se altre società non vengono multate, noi si ed è un danno economico non da poco. Sono multe su multe ad ogni gara, squalifiche e trasferte vietate. Lo chiedo ai tifosi: non portate più i fumogeni allo stadio.”

 

Dopo le parole di Moneti è il turno di Bucci e lo sfogo ne segue la linea di rabbia e frustrazione “In queste settimane si sono dette cose che sono fuori dal mondo, nonostante il silenzio stampa. Qui ci è stato chiesto rispetto. Rispetto per la squadra e la città. Ma il rispetto per noi che ci mettiamo la faccia e i soldi dov’è? Ne sono state dette di ogni sulla nostra società, ma non mi sembra che si stia lottando per evitare di retrocedere. Siamo pur sempre quarti. Se non vinceremo cosa succederà? Verremo condannati? Questo è calcio, ma in tanti lo vedono come una sorta di guerra mondiale. Se avremo sbagliato impareremo dai nostri errori. Solo chi non fa, non sbaglia. Questo mi spinge a pensare che se questa squadra annovera quattro fallimenti ed è ancora in serie D ci sarà un motivo. Non parliamo dell’appoggio del territorio e delle istituzioni che è sempre mancato”.

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