La rinascita di Pegorin: «Estate difficile. Il Riviera? Ogni volta come fosse la prima»

Un problema al cuore lo ha messo in serio rischio: carriera al bivio per un ragazzo di vent’anni. Invece lavoro e abnegazione hanno fatto in modo che il fisico reggesse l’urto dell’operazione e recuperasse, addirittura, in anticipo rispetto alle previsioni dei medici. L’introspettiva di Fabio Pegorin, dalla difficile estate al ritorno tra i pali del Riviera:


«Queste prime partite hanno rotto un po’ il ghiaccio anche perché venivo da un periodo di inattività abbastanza lungo. A me non piace pensare di essere il titolare ma ragiono partita per partita e aspetto che sia il mister a chiamarmi la domenica. Devo ammettere che stare fuori dal campo è stato difficile anche perché non potevo fare assolutamente nulla: ho lavorato con il prof Minnucci per tutta l’estate e dopo la visita medica sono tornato a lavoro al 100% quasi a fine agosto. Cosa passa ti passa per la mente? Direi l’uscire il prima possibile dagli ospedali, innanzitutto. Non ho mai pensato che potesse andar male, mi ero convinto che sarei tornato in campo, non pensavo così presto ma meglio così: raccogliamo tutto il possibile. Stare a San Benedetto da tanto è una bellissima soddisfazione, soprattutto non avendo giocato così spesso. Anche domenica scorsa, quando sono entrato in campo, avevo le gambe che tremavano. Chiedetelo a Rapisarda… Le emozioni sono sempre le stesse ed è sempre come fosse la prima volta».


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