L’identikit di Stefano Sanderra: alla scoperta di «Mister Leggenda»


Per ingannare l’attesa, prima della presentazione di sabato al Riviera, andiamo a spulciare nella carriera del tecnico che avrà il compito di guidare la Samb…

IL CONT(R)ATTO – Con una “R” in più diventerebbe Contratto, primo punto dell’insediamento del romano sulla panchina rossoblù: sei mesi con scadenza fissata per il 30 giugno. Senza la “R” è la storia di come Stefano Sanderra approda in Riviera. Voluto ed insistentemente cercato, stando almeno a quanto riferito nei giorni scorsi da Andrea Fedeli, la trattativa che ha visto coinvolti i vertici di Viale dello Sport e il tecnico è stata piuttosto breve.

OBIETTIVI E GIOCO – Il tecnico romano arriva a San Benedetto in un momento non proprio felice, ma spesso chi entra in gioco a stagione in corso si trova ad affrontare il medesimo problema. Durante la pausa il tecnico avrà modo di valutare l’ossatura della squadra e la tenuta fisica, sulla quale andrà comunque a lavorare in maniera importante, fondamentale per il suo modo di interpretare le gare. Entro breve, assicurano dalla società, si terrà un summit di mercato per individuare nuovi innesti da inserire in rosa. Primo tra tutti, dopo la partenza di Berardocco, un nuovo centraleche diriga il gioco nel centrocampo a tre che, verosimilmente, l’allenatore riproporrà nelle prime gare e che rientra già nelle sue corde. Sanderra ha già idea "grezza" dei giocatori di cui dispone, in particolare di Mancuso e Zappacosta con cui ha lavorato già a Catanzaro. All'inizio della sua carriera, come ha ammesso in una intervista di qualche tempo fa, seguiva con passione gli allenamenti di Zdeněk Zeman, taccuino alla mano, per carpirne segreti e preparazione.

IL PALMARES – Parlare dei soli risultati sarebbe ingeneroso nei confronti di un tecnico che arriva a San Benedetto in cerca di un rilancio (suo e della squadra). Inizia giovanissimo, a 29 anni, conquistando un campionato nazionale con la formazione Juniores del Ferentino nel 1996. L’anno successivo si ritrova a guidare L’Aquila portando gli abruzzesi alla conquista del campionato di Serie D, dopo una battaglia serrata con Rieti e Samb (piccolo il mondo). Seguono due stagioni piuttosto positive, ma il tocco magico sembra esaurirsi così colleziona tre esoneri di fila a Frosinone, Tivoli e Cosenza. Decide, nel 2004, di ripartire dalle giovanili del Messina e nel 2006 riceve la chiamata del Gela, con il quale centra i playoff. Non viene riconfermato la stagione seguente, ma deve subentrare, sempre nelle fila dei biancoazzurri, per risollevare il club dall’ultima posizione. Missione compiuta con il settimo posto raggiunto. Altre due stagioni deludenti con Barletta e Cassino, prima dell’approdo a Latina. Alla guida dei nerazzurri arrivano le più grandi soddisfazioni in carriera: nel 2010 i nerazzurri vengono ripescati in Serie C2 e il tecnico romano riuscirà a centrare la promozione diretta perdendo una sola partita in campionato. Nella stagione successiva la situazione è complicata e presenta le dimissioni dopo qualche gara salvo essere richiamato nel febbraio del 2012. Ritrova un Latina in buona posizione e finalista di Coppa Italia di Lega Pro. Porterà a casa Coppa e Campionato passando alla storia come “Mister Leggenda”. Appellativo che non gli porterà fortuna nelle esperienze con Salernitana e Catanzaro: con i granata finisce viene esonerato il 21 ottobre del 2013 mentre con le Aquile del Sud, subentrato a Moriero a novembre, raccoglie una buona salvezza e l’esonero ad una giornata dal termine del campionato. Nella scorsa stagione, alla Viterbese viene esonerato il 4 ottobre lasciando con nove punti raccolti in sei giornate e cinque risultati utili consecutivi.

Domenico Del Zompo

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