Il ritorno di Ottavio: «Alla Samb non potevo dire di no, il Riviera deve essere un fortino»


Il tecnico di San Benedetto torna alla guida della prima squadra dopo più di due anni dall’ultima esperienza: «Dobbiamo fare bene per portare in alto questi colori»…

È il solito Ottavio Palladini quello che si presenta alla stampa, il giorno del ritorno sulla panchina del Riviera delle Palme: schivo, schietto e diplomatico. Ha condotto il primo allenamento con i suoi nuovi giocatori, troppo poco per correggere gli errori, abbastanza per riaccendere l'entusiasmo visti i circa 150 tifosi presenti al Campo Europa.

IL RITORNO DI PALLADINI – “Quando mi hanno chiesto se volessi tornare ad allenare la prima squadra non ho potuto dire no”, non termina però la sua esperienza con il settore giovanile, nel quale ha ricoperto il ruolo di responsabile negli ultimi due anni. “Credo che Beoni abbia fatto un buon lavoro lasciando una squadra al primo posto in classifica. Purtroppo il calcio è spietato. Ha pagato le prestazioni casalinghe, anche per questo il Riviera delle Palme deve essere un fortino inespugnabile. La pressione dettata dal dover vincere a tutti i costi costringe la Samb a fare il gioco e permette agli avversari di giocare di rimessa approfittando di qualche errore. La squadra segna, ma ha subito 15 reti in 8 gare, troppe, quindi lavoreremo certamente sulla fase di copertura”.

“C'è un bel gruppo ed è composto da buoni elementi, le qualità ci sono e fino ad ora questo è stato dimostrato in più di una occasione perchè vincere a Fano e Campobasso non è cosa facile. Alla dirigenza non ho fatto richieste. Come in tutte le squadre di calcio, anche questo organico può essere migliorato. Penso che Beoni abbia lavorato bene a livello tattico, quindi non avrebbe senso stravolgere quanto fatto. Cercherò di giocare con il mio modulo e adattarlo di gara in gara sia ai giocatori che ho a disposizione, sia all'avversario. Continueremo a lavorare e vivere alla giornata affrontando gara per gara concentrandoci sul risultato finale”.

CAMBIO AL TIMONE – “Ho avuto modo di salutare prima il mister. Molti dei ragazzi hanno lavorato con lui a Rieti a lungo quindi è chiaro che ci fosse un rapporto particolare. Posso capirli perchè è una situazione che ho vissuto anche io, ma bisogna guardare avanti ed essere uniti per portare in alto questi colori. Ho visto una società disponibile e sempre presente nei vari aspetti della gestione e che investe. Dobbiamo tenerci stretto un presidente come Fedeli perchè potrebbe fare grandi cose con la Samb, ma dobbiamo anche dargli i risultati che vuole”.

L'ESPERIENZA CON IL VIVAIO – “Alla guida del settore giovanile ero contento perchè c'erano i presupposti per lavorare bene e costruire qualcosa di solido e duraturo. Ci sono dei problemi, uno su tutti la carenza di strutture di proprietà della Sambenedettese, ma questo non ha mai impedito di fare un buon lavoro. In prima squadra probabilmente arriverà qualche giovane dalla Juniores, alcuni elementi sono già stati visionati dalla società. Quello che manca perchè siano pronti è l'esperienza e il giocare contro avversari più navigati quindi per preservare qualche elemento in rosa inseriremo qualcuno nella gara di Coppa Italia”.

Domenico del Zompo

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