Gravina entusiasta: «È cresciuto l’interesse per la Serie C. E con questi play off non si gioca troppo»


Il presidente di Lega Pro a Tuttomercatoweb: «Rispetto alla Serie B solo una partita di play off in più, ma tante in meno nel corso del campionato. Dall’anno prossimo tante novità»…

Gabriele Gravina, presidente della Lega Pro, a pochi giorni dalle “Final Four” di Firenze si ferma ad analizzare il campionato appena concluso e quello di Serie C che prenderà il via dopo l’estate. Quanto segue è l’estratto di una lunga intervista rilasciata a tuttomercatoweb.it.

«È cresciuto l'interesse e l'appeal della competizione, fatemela chiamare Serie C. È un trend in continua crescita: mi sembra che sia stato abbandonato, passatemi il termine, quel pelo di grigiore visto negli ultimi anni».

QUESTIONE PLAYOFF – «Io sono soddisfatto, ma c'è qualcosa da rivedere nella formula: nel tabellone finale non dobbiamo sottovalutare la rilevanza della posizione di classifica e quindi si può pensare anche a qualche testa di serie. Chi dice che sono troppe partite penso debba fare un raffronto con la Serie B. Le nostre finaliste giocheranno sei gare in più rispetto alle altre, quelle dei playoff di B ne giocano 5. Considerato che nella stagione regolare le squadre di C giocano 38 gare e quelle di B 42, mi sembra che in cadetteria si giochi qualche partita in più». Lecce ed Alessandria si sono incontrate in quello che potrebbe essere definito un "assaggio di finale": «Stiamo parlando di due squadre importantissime. Nella competizione sportiva si vince o si perde. Sono in tanti a meritare: penso anche al Livorno, una grande squadra che in campo ha dimostrato tutto il suo valore, ma poi la competizione sportiva ha portato un'altra società a passare il turno. È il bello e il brutto del calcio».

PROGETTO RATING – «Dal 1° luglio inizieremo ad adottare quei criteri come linee guida di accompagnamento nella gestione delle società. Dall'anno prossimo saremo in grado di capire, con indicatori nuovi, le condizioni di solvibilità delle società di calcio e valutarne la gestione, come succede in qualsiasi altro ambito imprenditoriale. Non può sostituire le licenze nazionali. Però nel codice di autoregolamentazione faremo in modo che siano forniti alle società degli indicatori per valutare il proprio andamento».

Redazione

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