Fanesi, la rabbia di Max: “Processo già scritto se non ci fosse la polizia”


«Come famiglia non ci sentiamo per niente coinvolti da chi svolge le indagini. Ci sono tanti elementi che lasciano ben capire i fatti. Io credo che ci sia una linea oltre la quale si arriva alla presa in giro».

Max Fanesi, ex giocatore della Samb e fratello di Luca, ancora ricoverato a Vicenza dopo gli scontri del 5 novembre, si sfoga tra le colonne del Corriere Adriatico lasciando trasparire tutta la sua amarezza:

«Se ripenso che il video trasmesso da Le Iene l’ho trovato io dopo aver chiesto ai residenti del quartiere che affacciano sulla via dove è accaduto il fatto, e mi sono mosso prima della questura, in me sorgono tanti dubbi. Basti pensare che prima della trasmissione di quel filmato le forze dell’ordine avevano dichiarato di essere intervenute solo per dividere le due tifoserie. Dal video si scopre che hanno manganellato dei tifosi. Sarebbe un processo già scritto se non ci fosse dietro la polizia. La responsabilità penale è personale quindi se manca il codice identificativo sarà difficile, nel caso si riscontrino responsabilità, individuare il colpevole. Ma è da questo che si misura la civiltà di un paese. È come girare in macchina senza targa».

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