Dalla MLS alla Lega Pro, l’arrivo di Adolfo Ovalle alla Samb


Il centrocampista andrà a puntellare la zona nevralgica del campo nella rosa di Stefano Sanderra. Un percorso decisamente insolito per un giovane: «Questa esperienza sarà molto importante per me».

Un percorso decisamente insolito quello che ha portato Alfonso Ovalle a San Benedetto, dopo un fugace passaggio alla Fidelis Andria. Cileno, ma americano di adozione, l'imprinting calcistico ricevuto è quello del soccer made in USA, ma c'è un buon motivo: «Mio padre giocava in Cile e finì la carriera da professionista in America. La mia famiglia abita lì, nello Utah e io ho iniziato a giocare a calcio negli Stati Uniti». Qualche incertezza con la lingua, visto il breve periodo trascorso in Italia, ma sembra avere già le idee chiare: «Quella italiana si sta dimostrando una grande esperienza per un calciatore giovane come me». Cosa l'ha portato a fare il percorso inverso di Cristoforo Colombo? «C’era un  procuratore, Gianluca Arnuzzo, mi ha chiamato per venire in Italia e ho colto la proposta al volo». Molti calciatori di spessore, verso il termine della carriera, sono emigrati negli states perchè la cultura calcistica è molto diversa. Ecco il punto di vista di Ovalle: «Il peso che si da alla tattica in Italia è molto più rilevante. C’è diversità nella passione, nell’intensità e nel modo di interpretare il gioco, anche di vivere il calcio». In che ruolo è specializzato? «Sono un centrocampista difensivo, gioco davanti alla difesa, ma posso adattarmi a fare la mezz’ala». Un impegno importante: «Voglio essere utile alla squadra come posso e voglio farlo mettendomi a disposizione del mister. Ho visto, nel corso di questa settimana, che si tratta di una squadra forte che vuole vincere. Nonostante sia rimasto fuori per un piccolo infortunio, ad Andria, ora sto bene». In chiusura: «Voglio ringraziare la famiglia Fedeli per avermi dato la possibilità di venire qui».

Domenico del Zompo

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