Da Padova: «All’andata vittoria immeritata. Domani la partita dell’anno»


Quella che andrà in scena sabato alle 18.30 sarà una delle partite più importanti per la stagione della Samb, che si vedrà di scena sul campo della capolista Padova, che dopo l’ultimo turno ha aumentato il proprio vantaggio sui rossoblù secondi a otto punti. I ragazzi di Capuano sono a secco di vittorie da due gare, e uscire con tre punti da Padova potrebbe essere un segnale di forza e soprattutto un grande slancio morale per il proseguo della stagione. Ecco qualcosa in più sulla squadra che sta provando ad ammazzare il campionato, grazie alle parole di Gabriele Fusarroli.

La partita tra prima e seconda è sempre uno snodo cruciale. Quanto sarebbe importante per il Padova battere la Samb?

«Credo che sarebbe fondamentale per la classifica. Si arriva a questa partita con l’entusiasmo a mille per la vittoria sul Vicenza, e battere la Samb darebbe un colpo importantissimo al campionato, La Samb a mio avviso è una delle squadre più accreditate, insieme alla Reggiana. Portando il distacco a undici punti si darebbe uno stacco decisivo e un segnale a tutti, ma fino all’ultimo bisognerà mantenere una concentrazione altissima. Di solito si dice che i campionati si vincono a marzo, ma accumulare un discreto vantaggio già a febbraio può spaventare le inseguitrici, che fanno fatica a venire a prenderti».

L’inizio di stagione non era stato proprio entusiasmante, poi proprio dalla gara d’andata contro i rossoblù è partita una serie positiva.

«La sconfitta netta col Renate sembrava il preludio di un campionato difficile, e visti i tentennamenti iniziali quasi nessuno pensava alla vittoria del Padova a San Benedetto. Tra l’altro, ad essere onesto, è stata una vittoria immeritata, ai punti i rossoblù meritavano di più. Quel successo ha dato un morale incredibile alla squadra che da lì in poi non si è quasi più fermata. Inoltre l’arrivo al fotofinish del mercato di Belingheri e Pinzi, che poi si sono inseriti benissimo, ha dato una grande mano alla causa biancoscudata».

C’è entusiasmo intorno alla squadra? I tifosi aspettano il ritorno in B?

«Ovviamente tutti speriamo, e facciamo i dovuti scongiuri, ma questa è davvero un’occasione più unica che rara, perché doveva essere un campionato molto equilibrato, ma il Padova è riuscito a prendere questo margine così importante a questo punto della stagione. C’è da dire inoltre che la squadra è stata brava e fortunata a vincere quelle partite decisive per classifica e morale, come le trasferte di Pordenone e di Bergamo con l’Albinoleffe, che poi ti danno la spinta in quei momenti in cui il fisico e le gambe non sono al massimo».

Bisoli, allenatore esperto, può contare su molti giocatori esperti. E’ questa la chiave che spiega l’ottimo andamento?

«Credo che un qualunque addetto ai lavori, a fine agosto, leggendo la rosa del Padova e vedendo nomi come Pinzi, Pulzetti, Belingheri, oltre a chiedersi cosa ci facciano in serie C, difficilmente avrebbe trovato una rosa più attrezzata. Questi giocatori senza dubbio hanno dato una grossa mano, ma per ciò che si è visto già dal ritiro estivo, l’impronta di Bisoli è evidentissima: è un martello, in ogni situazione segue tutto e sta dietro a tutti, applaude quando qualcosa viene fatto come lui desidera, urla e si danna quando le cose non vanno, e si può dire che non guarda in faccia a nessuno; se c’è un errore per lui non fa distinzione se l’ha commesso un diciottenne o un Pinzi, e questo è un grande pregio. La squadra è brava a seguirlo, perché i ritmi che lui impone sono sempre molto alti, e credo che questo amalgama tra allenatore e gruppo rappresenti la chiave dei risultati ottenuti fin qui».

Da qui alla fine, qual è la rivale che maggiormente potrebbe dare insidie per la vittoria finale?
«Per quello che ho visto in stagione, come ho già detto, vedo la Samb come rivale più accreditata, ma occorre stare attenti anche a Reggiana e FeralpiSalò. Il Padova ha preso un buon margine e non può assolutamente permettersi di sbagliare la partita di domani, perché per il nostro campionato si può definire la partita dell’anno».

Gian Marco Calvaresi

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