Da Caidi a Sansovini: budget imponente, ma rosa in cerca di identità. Il Teramo al microscopio


Un cambio in panca dopo quattro giornate, una varietà di moduli che farebbe impazzire qualsiasi statistico e la difficoltà di trovare il comun denominatore in una squadra di qualità, ma estremamente variegata…

I TECNICI – Nel corso della stagione il Teramo ha affrontato un cambio in panchina, frutto dei risultati negativi inanellati dal tecnico Zauli. Campitelli, in più di una occasione, ha ricordato la consistenza del budget e il valore della rosa costruita in estate, logica ha voluto la sostituzione con Fabrizio Nofri Onofri, a metà settembre. Certo, quattro gare sono poche per giudicare un allenatore, ma Zauli ha pagato le sconfitte con Lumezzane, Pordenone e Modena, unico punto frutto del pari casalingo contro il Bassano. Non che Nofri abbia portato chissà quale rivoluzione visti i nove punti incassati in otto gare. Il merito del nuovo allenatore è, in ogni caso, quello di avere la capacità di instillare una idea di gioco funzionale ed utile alla causa.

IL MODULO – Fantasia e trasformismo, con Zauli, che è partito dal 4-3-1-2 per passare al 4-3-3 e chiudere con il 3-5-2. L’ultimo modulo è forse quello più congeniale, peccato che Campitelli non gli abbia dato il tempo di dimostrarlo. Nofri poco ha stravolto, almeno nel modulo, portando come unica novità un tentativo abbozzato di 4-4-2. A Gubbio ha reso bene viste le cinque reti rifilate agli uomini di Magi, mentre al Bonolis contro il Mantova, nella giornata successiva, è arrivata una sconfitta di misura. I continui cambi nel sistema di gioco rischiano comunque di danneggiare una squadra ancora, evidentemente, in cerca di una sua identità.

GLI ELEMENTI CHIAVE – In porta c’è il venticinquenne Francesco Rossi, lunga militanza tra i pali di Atalanta (fin dal settore giovanile), Lupa Roma e Prato, fino ad ora ha giocato dodici partite su dodici. Al centro della difesa svetta capitan Ivan Speranza, giocatore d’esperienza e sicura affidabilità. Altro giocatore difensivo è Nebil Caidi, ventottenne dalla doppia cittadinanza italiana e marocchina. Spese dalla Maceratese 2015/2016 sono gli esterni Karkalis e Altobelli. Nel corso della stagione si è aggregato anche l’esterno, per diverso tempo in prova a San Benedetto, Simone Sales. A centrocampo Zauli ha spinto per avere uno dei suoi pupilli: Carlo Ilari, anconetano classe ’91 di proprietà della Juventus, nella scorsa stagione al Santarcangelo. Dalla fucina di giovani talenti che era la primavera dell’Inter della scorsa stagione è uscito Demetrio Steffè, che con i nerazzurri ha percorso tutto il periodo delle giovanili, salvo poi essere spedito da ragazzino a farsi le ossa in giro per l’Italia: a vent’anni si ritrova nel reparto nevralgico del Teramo. Alessandro Di Paolantonio è l’altro piede “fresco” a disposizione di Nofri: brevilineo, 23 anni, con il compito di ringhiare a centrocampo. Se la squadra è composta, principalmente, di giovani che hanno già maturato una certa esperienza sul campo, l’attacco è un puzzle di vecchie volpi che, fino ad ora, hanno provato a tenere a galla i diavoli. Fatta eccezione per l’abruzzese, giovane promessa, classe ’93 di proprietà del Pescara, Mirko Petrella, proveniente dall’Ascoli; Nofri può contare su Jefferson Andrade Siqueira. Lunga
militanza in B per il brasiliano col doppio passaporto che in estate è stato accostato alla corte di Ottavio Palladini, disponibile da subito e già in forma, al contrario dell’altro brasiliano che per mesi ha riempito le colonne dei giornali locali, Reginaldo. Animale d’area di rigore, esperto bomber col fiuto del gol è Marco Sansovini. L’unico limite del calciatore teramano è, probabilmente, il fisico, che lo ha tenuto a freno nelle ultime stagioni (in cui è riuscito ad andare a rete con buona continuità nonostante le poche gare giocate e le precarie condizioni muscolari).

Domenico Del Zompo

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