Da Amandola a Cascia, passando per Borgo Pace e Spoleto: storie di territori rossoblù


Dopo anni tormentanti si è tornati alla ciclicità degli anni Settanta e dell’era Zoboletti: a Cascia tifosi e famiglie rossoblù si sono ritrovati per riaffermare una storia, la nostra…

È tornata a Cascia, dove in casa Fedeli ha stabilito il suo quartier generale estivo la Samb per la terza stagione, dopo aver attinto linfa ed energie dal verde umbro e sotto l’ala protettrice di Santa Rita anche nel corso del campionato prima delle trasferte di Bolzano e Gubbio (ai play off). Una continuità che ricorda quella dei trasgressivi anni Settanta, quando tutto veniva messo in dubbio, meno che la Samb, stabilmente in cadetteria e d’estate ad Amandola, dove in tanti approdavano da San Benedetto per la classica prima amichevole e goleada contro la formazione locale. Io ci arrivavo da più vicino, vista l’abituale villeggiatura agostana a Montemonaco, e proprio per questo diventava una festa ritrovare volti amici tra tifosi, dirigenti e calciatori all’ombra dei Sibillini in quello che era una sorta di happening. Si respirava davvero un clima familiare e di sobria allegria agli albori di una stagione sempre attesa con grande trepidazione. Sensazioni e atmosfere, che si confermarono, anche se un tantino più lontano, nei ritiri dei primi anni Ottanta con la Samb di nuovo in B e Sonetti a guidare le scarpinate per le dolci colline del Montefeltro a Borgo Pace e Piobbico. Si godeva allora della serietà e stabilità societarie garantite da sua Icona Zoboletti e giammai si sarebbe immaginato che dal decennio successivo con le squadrette con cui la Samb dava i primi calci stagionali ci si sarebbe giocato in campionato. Pensieri che iniziarono invece ad affiorare nei primi anni Novanta quando con il sanguigno Rumignani si andava nelle sue terre friulane (Forni di Sopra): purtroppo mentre in campo si ruggiva, al di fuori invece si traballava finché non si ruzzolò definitivamente nell’oblio calcistico. Per riveder le stelle e rivivere estati con sorrisi e speranze si dovette attendere l’arrivo del terzo millennio e di sor Luciano Gaucci, che guarda caso sempre in Umbria tra Spoleto e Norcia mise le basi per una scalata che si arrestò solo all’Adriatico di Pescara alle soglie della B. Poi di nuovo sofferenze con i bollenti “tormentoni” estivi nel pesarese (Sant’Agata Feltria e Montecopiolo), che fanno da preludio ad una nuova ancor più rovinosa caduta. Sembrava proprio all’epilogo la meravigliosa leggenda rossoblu quando nel 2013 balenò persino l’idea di prendersi un anno sabbatico e invece ecco materializzarsi dopo un’altra discesa ardita l’ennesima risalita, che parte dal ritiro ancora umbro di Fossato di Vico. Ed ora dopo tante rocambolesche vicissitudini rieccoci a testimonianza della ciclicità degli eventi a riassaporare estati e ritiri come agli indimenticabili tempi di Amandola: anche a Cascia tifosi e famiglie di fede rossoblu si sono ritrovati festosamente per riaffermare una storia, la nostra, di cui altre memorabili pagine saranno da scrivere.

Alessio Perotti

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