Cinque calci alla crisi: il commento di Alessio Perotti dopo Sudtirol-Samb


Uno dei rimedi più antichi del mondo del calcio, il ritiro, ha sortito i suoi effetti. Ma i meriti della manita di Bolzano sono anche di Sanderra, non solo dell’extraterrestre Mancuso…

Stava davvero prendendo una brutta piega questo girone di ritorno con una cadenza inferiore ad un punto a partita e le tre sconfitte consecutive, di cui due a domicilio. Invece ecco che uno degli antichi rimedi calcistici, il ritiro (spauracchio per tutte le generazioni di calciatori), sortisce l’effetto sperato, ricompattando il gruppo e ridandogli un’identità. Che poi è quella di squadra da trasferta, insidiosa nello sfruttare gli spazi, meno capace invece quando deve crearseli. Così si è materializzato il sorpasso del bottino da viaggio (22) rispetto a quello casalingo (19), vero tallone d’Achille rossoblu vista l’unica vittoria conseguita (contro il Gubbio) negli ultimi sette incontri. Quello sprazzo di buon calcio inscenato al Tardini si è prolungato con un assoluto “man of the match” quale il capocannoniere indiscusso del girone, Mancuso. C’era indubbio timore per questa ostica e lunga trasferta sia per la serie positiva degli altoatesini (1 sola sconfitta, contro il Feralpisalò, nelle ultime 9 giornate), sia per l’ottima impressione destata da Cia e compagni nella gara d’andata, allorquando la Samb era addirittura capolista, sia infine per l’unico disastroso precedente al Druso in C2 nel 2002 (3-0 con le dimissioni di Nicolini prima dell’incredibile filotto di Colantuono). Per di più la repentina rete dell’ex Tulli, indubbiamente il miglior biancorosso, aveva già fatto intonare il “requiem” per Sanderra e i suoi sotto lo sguardo inferocito di Fedeli. Invece il saggio adagio secondo il quale è arduo vincere due partite consecutive in casa, la forza della disperazione di Pezzotti e compagni, un Sudtirol lontano parente di quello ammirato al Riviera e qualche azzeccato accorgimento tattico di Sanderra, oltre al già citato Mancuso in stato di grazia hanno partorito il roboante 5-2. La mossa di piazzare il bomber dalle parti di Tait, incisivo quando scende sulla fascia, goffo invece in marcatura, un modulo duttile (5-3-2 in fase difensiva, 4-3-3 in quella offensiva) e la capacità di andare in gol (una costante della gestione Sanderra) vanno ascritti come meriti al mister rossoblu. Così la Samb sale al settimo posto, obiettivo stagionale della società, e domenica contro un Bassano, a cui nemmeno il cambio di panchina ha giovato, ci sarà da sfatare il Riviera.

Alessio Perotti

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