Capuano alza la voce: «Gli episodi arbitrali non ci favoriscono. Vorrei equità»


Non è solito parlare degli episodi arbitrali, mister Ezio Capuano, ma a margine di un incontro importante come quello contro la Reggiana è impossibile non tornare alla fresca ferita lasciata dal gol del vantaggio di Padova. Un fuorigioco, come ha ammesso lo stesso tecnico, non segnalato che grida vendetta insieme al rigore non concesso a Di Massimo contro il Pordenone al Riviera.

«Partiamo da questo presupposto: gli arbitri sono ragazzi che possono sbagliare come possono sbagliare i miei giocatori ad esempio. Io non parlo mai: ma non ci è stato dato un rigore netto al 94′ contro il Pordenone, un gol in fuorigioco a Padova… Noi, per prendere un rigore, devono spararci in fronte. Ce l’hanno dato a Teramo perchè il portiere si stava portando a casa Esposito. È fuori dubbio che il gol del Padova, stampato e ristampato, ha visto tre giocatori in fuorigioco. Io chiedo equità. Dopo la partita dell’Euganeo, in sala stampa, ho detto che avevamo dimostrato superiorità nei confronti dell’avversario e per averlo fatto sembra che abbia offeso qualcuno. Se il Padova ha avuto otto rigori vuol dire che hanno attaccanti più bravi e giocatori migliori nel cadere. Io continuo a dire che noi abbiamo subito due nefandezze, ma le ritengo in assoluta buonafede».

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