Candellori: «Coll Pordenone daremo il massimo. Grazie ai compagni sono cresciuto molto»


Una prima stagione da professionista, per il “Torello” (come lo ha soprannominato Fedeli) fondamentalmente positiva: «Quando entro cerco di dare sempre il massimo»…

Kevin Candellori, ventuno anni a luglio, sta per portare a termine la sua prima esperienza nel calcio professionistico, al secondo anno tra le fila della Samb. Una manciata di presenze per lui quest’anno gran parte grazie alla fiducia riposta da Ottavio Palladini. Con Sanderra, invece, ha collezionato 49 minuti sui 248 totali in Lega Pro, ma non è escluso che un posto se lo ritagli negli ultimi novanta minuti contro il Pordenone e nei playoff dove serviranno freschezza, lucidità e tanta corsa, quello che ha fatto vedere nello spezzone di gara giocato ad Ancona:
«Sono entrato in campo per dare una mano alla squadra. Servivano corsa e grinta per portare a casa il risultato. Sapevamo che dando il massimo e portando via tre punti da Ancona avremmo messo in cassaforte i playoff».

Un campionato nel campionato con ventotto squadre che si giocano un posto in Serie B, ma se la Samb non si fosse qualificata per l’overseason il campionato sarebbe stato, a detta di patron Fedeli, fallimentare:
«Giocavamo per sudarci un posto nei playoff ed eravamo sotto pressione mentalmente mentre ora abbiamo la testa più libera. Questo si vede anche in allenamento. Le cose in campo ora riusciranno in maniera più naturale».

L’ultima zampata potrebbe arrivare domenica, in occasione dell’ultima sfida contro il Pordenone perché se la Samb vincesse e il Gubbio no i rossoblù salirebbero al sesto posto:
«Contro il Pordenone daremo il massimo per vincere sperando di guadagnare una posizione».

Il bilancio personale di Candellori è positivo. Poche presenze, forse, ma alcune contro squadre molto importanti (Padova, Reggiana e Venezia) e giocate con grande personalità:
«Il primo anno tra i Pro lo ritengo molto positivo. Più o meno spazio, quando gioco cerco sempre di dare tutto per il resto sono scelte che spettano al mister. In squadra ci sono tanti giocatori esperti e grazie al loro aiuto sono riuscito a crescere sia mentalmente che tecnicamente».

Domenico del Zompo

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