Cadono Renate, Bassano e Vicenza, Padova sempre più primo. Risalita Reggiana: LA 16^ GIORNATA


Sono state molte le emozioni di questa sedicesima giornata, che ha visto il Padova andare in fuga, il clamoroso crollo del Renate ed un grande equilibrio in zona playoff.

MESTRE – FANO 1-1
Torna a far punti il Fano, in modo anche inaspettato, vista la difficoltà del campo sul quale si giocava. Il Mestre, infatti, avrebbe meritato la vittoria per la mole di occasioni prodotte, ma i neroarancio hanno pagato l’errore difensivo che ha portato al vantaggio ospite, con Torelli che si è trovato solo davanti al portiere, ed ha depositato in fondo al sacco dopo averlo facilmente saltato. I marchigiani però devono fare i conti con il talento di Sodinha, che sul finire del primo tempo pennella su punizione un pareggio capolavoro. Lo stesso Sodinha guida l’assalto dei padroni di casa nella ripresa, ma il Fano tiene ed esce con un punto che di certo darà morale

PORDENONE – VICENZA 3-2
Vince dopo una lunga astinenza il Pordenone, vince contro un Vicenza duro a morire, ma i tre punti sono stati ottenuti con merito dai neroverdi, che avvicinano in questo modo il terzo posto dell’Albinoleffe. il primo tempo, ad eccezione di un’iniziale fiammata biancorossa, è giocato molto bene dai padroni di casa, che chiudono sopra di due grazie al colpo di testa di Ciurria, colpevolmente non marcato al centro dell’area, e al sinistro beffardo di Maza. Valentini tiene a galla i suoi, che nella ripresa si scuotono, e dopo un gol fantasma ed un palo, impattano grazie ai gol di Comi, al settimo centro, e Lanini, subentrato, che illude il Vicenza con una gran botta da fuori. La beffa però arriva subito, con Magnaghi che un minuto dopo salta più alto di tutti su corner e sigla il gol vittoria del Pordenone.

ALBINOLEFFE – PADOVA 1-2
Non c’è nessuno, al momento, capace di fermare la corsa del Padova, che da qualche giornata ha messo la quinta e sembra davvero inarrestabile, facendo da padrona in un campionato che sembrava incerto ed equilibrato. L’Albinoleffe, terzo e tra le più in forma, si è dovuto arrendere al termine di una gara combattuta, dove il cinismo ospite ha fatto la differenza. Come contro la Triestina, i ragazzi di Bisoli vengono fuori nella ripresa, dopo lo svantaggio iniziale causato dal clamoroso autogol di Russo. Dalla panchina però si alza Cisco, che subentra ad inizio ripresa e tra il 55′ ed il 65′ sfrutta due occasioni a tu per tu col portiere, ribaltando la gara e decretando la fuga del Padova, ora a più sei sul Renate.

BASSANO – REGGIANA 0-1
Ha dell’incredibile la metamorfosi della Reggiana, passata dalla lotta salvezza alla zona playoff, grazie a tredici punti ottenuti sugli ultimi quindici disponibili. Non ha pace, invece, il Bassano di Magi, che viene letteralmente investito dagli emiliani, scesi in campo con la bava alla bocca. Il pressing alto attuato dagli ospiti è asfissiante ed il Bassano perde una quantità industriale di palloni, che alimentano i continui contropiedi avversari, poco lucidi però sotto porta. sembra solo questione di tempo prima che arrivi il gol della Reggiana, che arriva al 20′ grazie a Riverola con una splendida punizione dal limite. I padroni di casa restano all’angolo a subire le continue accelerazioni di un Cesarini in versione Messi, ma il punteggio, che poteva essere molto più netto e pesante, non cambia: 0-1 per una Reggiana straripante.

RAVENNA RENATE 1-0
Grande impresa quella del Ravenna, che si sveglia in un momento decisivo della stagione e trova tre punti pesantissimi contro il Renate secondo in classifica. I nerazzurri sono incappati in una prova molto opaca, sul campo della terzultima, – campo tra l’altro reso pesante e difficile dalla pioggia. Poche le vere occasioni, viste le difficoltà oggettiva nel far gioco, dunque le insidie potevano arrivare da fuori area, come ha provato a fare il Renate per tutta la partita, senza mai rendersi davvero pericoloso, o su calcio da fermo: proprio in questo modo è arrivato l’episodio che ha deciso la partita per i giallorossi, con De Sena abile ad anticipare tutti di testa sulla punizione tagliata di Selleri, dopo undici minuti. La partita scorre via senza grandi acuti, ed ora gli ospiti guardano scappare il Padova in testa alla classifica.

TRIESTINA – GUBBIO 3-1
Partita spettacolare e molto divertente quella tra Triestina e Gubbio, vinta con merito dai padroni di casa nonostante la buona prestazione degli umbri, che però hanno concesso troppo in difesa ed escono ancora sconfitti. Dopo quattro minuti padroni di casa già in vantaggio, con la splendida incornata di Codromaz su calcio d’angolo; non si fa attendere la reazione degli ospiti, che dieci minuti dopo pareggiano con una gran botta dal limite dell’area di Marchi, che sigla il sesto gol stagionale. Dopo diverse occasioni da ambo i lati, è la Triestina a chiudere il primo tempo avanti, con Mensah che raccoglie in area una doppia respinta, prima Volpe poi la difesa, e con un sinistro ravvicinato sigla il 2-1. Nella ripresa si ha la sensazione che possa accadere di tutto, ma i padroni di casa riescono a chiudere il match con Petrella, che realizza in diagonale sfruttando una percussione di Arma, il quale in precedenza si era fatto respingere un penalty da Volpe.

SANTARCANGELO – FERALPISALO’ 1-2
Si ferma a quattro la striscia di partite senza sconfitte del Santarcangelo, che dopo aver ritrovato la vittoria torna all’amarezza della sconfitta, battuto a domicilio dal FeralpiSalò che in questo modo sale a quota ventitre punti, staccando momentaneamente la Samb al quinto posto. Il primo tempo è molto equilibrato, e la differenza la fa la difesa: quella dei padroni di casa dimostra di essere la peggiore del torneo, e in questo caso è Sirignano a inciampare sul pallone da ultimo uomo: Marchi lo ringrazia e sigla il vantaggio ospite, bissato poi nella ripresa dallo stesso attaccante che di testa insacca la porta vuota al termine di un’azione insistita. A questo punto però viene fuori l’orgoglio del Santarcangelo, che prima riapre tutto al 73′ con la voleé ravvicinata di Cagnano, poi sfiora il pareggio all’ultimo secondo, con una punizione di Dalla Bona che esce di un soffio.

Gian Marco Calvaresi

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