Attaccante tuttofare, ecco Kolawole Agodirin: «La Samb è una occasione che voglio sfruttare al meglio»


Il 34enne nigeriano, nato a Offa, è un giramondo con grande esperienza nella categoria: «Non conta l’età se c’è voglia e impegno»…

Ieri la firma, oggi la presentazione ufficiale alla stampa. Kolawole Agodirin è ufficialmente un nuovo giocatore della Sambenedettese calcio e sarà a disposizione di Sanderra già dalla sfida di sabato contro il Mantova che potrebbe già essere il match dell'ex per il nigeriano: «La partita di sabato rappresenta già un momento particolare per me perché lì ho giocato e vinto un campionato di serie C. C’era Caridi e mister Di Carlo, non giocai molto ma fu importante per la mia esperienza». Già, perchè a trentaquattro anni l'esperienza sulle spalle è tanta, ma guai a dargli del "vecchio": «Sono sceso in serie D lo scorso anno. Tornando in Lega Pro adesso voglio far capire che anche a 34 anni non è mai tardi. Quando c’è la voglia e la grinta non si è mai vecchi per giocare. Sono qui per aiutare la squadra e lo farò dal primo all'ultimo minuto sudando sempre per questa maglia. Ho trovato giocatori che la pensano come me e vogliono vincere sempre, daremo tutto». A San Benedetto era vicino già in estate, ma per alcuni problemi personali "Ago" ha preferito andare a giocare a Bisceglie: «Inizialmente avrei solo voluto allenarmi perchè avevo delle questioni da risolvere, ma hanno insistito e così ho firmato per giocare in Serie D. Poi arrivò la chiamata della Samb e potevo unirmi al gruppo per la preparazione estiva, ma avevo già dato la mia parola al club e sono uno che mantiene le promesse». Anche un altra opera di avvicinamento ai colori rossoblù, quasi dieci anni fa, ma: «Non venni a San Benedetto perchè in quel momento avevo la testa altrove e non mi sarei potuto esprimere al meglio». Una piazza che, in un certo senso, già conosce: «Ho ritrovato due miei ex compagni di Catanzaro cioè Mancuso e Tortolano che mi hanno parlato di questa piazza. L'anno scorso c'era Matteo Prandelli che giocava qui e anche lui mi ha parlato molto bene dell'ambiente. Ho questa possibilità e me la tengo stretta». A Foggia fu allenato, nondimeno, da Zeman: «In carriera ho ricoperto quasi tutti i ruoli in attacco, a Foggia giocai da centravanti. Spesso mi hanno fatto giocare anche da quinto di centrocampo, sull'esterno». Non fa il prezioso sull'impegno in campo: «Faccio quello che il mister mi chiede di fare, poco importa la zona del campo. L'obiettivo finale sono i tre punti e si lotta tutti per ottenerli». Sanderra lo ritrova a San Benedetto dopo la cavalcata del Latina in Serie B, svelando un particolare del tecnico forse poco noto: «Mi ha chiamato per questo periodo di prova, ma non sapevo se mi avrebbe preso o meno. Il mister è fatto così, pretende impegno da parte di tutti e premia la voglia di giocare. Negli allenamenti non schiera mai una squadra di riserve e una di titolari, tiene tutti sulla corda e solo la domenica svela la formazione che scende in campo». Una dichiarazione, poi, che cancella tutte le voci intorno le tensioni nello spogliatoio che hanno accompagnato le dimissioni di Ottavio Palladini: «Già dopo venti minuti con i ragazzi, nello spogliatoio, mi sono trovato benissimo e mi stanno aiutando molto anche in campo. Mi trovo bene e so che entrare in una squadra del genere in un periodo delicato non è facile ma sono ottimista». Agodirin è un attaccante imprevedibile, un po' come lo era il suo idolo d'infanzia: «Mi ispiro a Romario: era uno degli attaccanti più forti al mondo e mio padre mi parlava spesso di lui facendomi vedere le partite, mi faceva studiare il modo in cui teneva il pallone tra i piedi e giocava». Una grande occasione quella di San Benedetto, arrivata dopo un pellegrinaggio importante nella vita fuori dal campo dell'attaccante: «Voglio ringraziare chi mi è stato vicino in questi ultimi sei mesi. Non mi piace fare nomi. Ringrazio tutti i giocatori del Bisceglie e del Bitonto, in  Eccellenza, con cui mi sono allenato e mi hanno fatto trovare benissimo dopo esser stato svincolato il 16 dicembre».

.Domenico del Zompo

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