Al Riviera brilla solo il cielo: Samb-Fano, IL COMMENTO


Per un suggestivo effetto cromatico il cielo si è tinto guarda caso di rossoblu al Riviera nel corso del primo tempo, ma in campo di rossoblu ce n’è stato ben poco per tutta la partita. Per la terza volta consecutiva la Samb è totalmente assente ingiustificata nella prima frazione, nonostante l'incessante incitamento dell'impagabile curva e il numeroso pubblico assiepato sul Riviera (pensate che ieri a Bari, dove si lotta per la A, c'erano 4000 paganti). Non riesce la compagine di Moriero ad essere intensa se non per una ventina di minuti al massimo a gara, davvero pochino per presumere di poter stazionare nelle primissime posizioni. C’è da dire che trattasi di campionato assai equilibrato ed anche un testacoda non dà adito ad immaginare una tranquilla ora e mezza di supremazia in lungo e in largo. Così il Fano, piazzato in fondo alla graduatoria e a secco di punti in trasferta, ha pure lui fatto ottima figura in casa Samb, dove perdeva da tre anni consecutivi. Si aspettava sicuramente qualcosina di più, oltre ai fans rossoblu, anche patron Fedeli, che avrebbe voluto spegnere le sue candeline al Riviera con un gentile cadeaux da parte dei suoi e che invece li ha rimbrottati dalla transenna della tribuna nel deludente finale. Due sono gli aspetti che emergono maggiormente da questo nulla di fatto, che Sandra Mondaini avrebbe bollato con il suo inconfondibile: “Che barba, che noia!” 1) La Samb tra le mura amiche fa una fatica immensa. Se togliamo la vittoria col Modena, che tra l’altro sarà pure cancellata, i due sofferti successi contro Feralpisalò e Santarcangelo sono giunti entrambi nelle battute finali, mentre nelle altre due occasioni (Padova ed oggi) gli uomini di Moriero sono andati in bianco. La difficoltà a produrre gioco, a far “sudare” di più la palla e a portare più uomini in fase d’attacco sta frenando non poco al Riviera una Samb, che in trasferta invece, giocando più raccolta e puntando sulle ripartenze di mezzali ed esterni, si trova più a suo agio. 2) Bacinovic e Troianiello. I due pezzi forti rossoblu continuano ad essere bocciati non tanto da Moriero, quanto da loro stessi. Se il playmaker sloveno sta proseguendo a bassa velocità di crociera da tempo, l’ex Verona invece nelle ultime gare sembrava in crescita, mentre oggi è ripiombato in un’allarmante abulia. Ma mi chiedo: come possono calciatori, sicuramente in possesso di ottime qualità, andare incontro a figuracce del genere? È possibile che se non altro per amor proprio non riescano a tirar fuori il meglio da loro stessi? Se le cose dovessero continuare così, ci sarà da riflettere, e molto, sul loro conto nel mercato invernale. Intanto apprestiamoci a rivivere una classica sfida di cadetteria al Menti contro un Vicenza smarritosi nelle ultime giornate.

Alessio Perotti

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