Viva Pegorin: «Avrei potuto lasciare il calcio, con la Vis la partita più bella. Strafelice di restare»


Il portiere rossoblù a 360°: «A Fermo trovarmi tutta quella gente mi ha spaventato. Per me doveva essere la stagione del salto di qualità. Se arriva un collega più esperto posso imparare»…

Innanzitutto come sta Fabio Pegorin a due settimane dal termine della stagione?

Molto bene. Ora mi trovo a Chivasso, a casa mia. E' tempo di concedersi un po' di relax dopo una stagione lunga e faticosa.

Ecco, riavvolgiamo il nastro di quest'annata. L'inizio non è stato dei più semplici.

Vero. Sono arrivato a San Benedetto reduce dall'esperienza di Foligno (dove avevo svolto il ritiro) molto carico. Complice qualche problema fisico per Cosimi mi sono conquistato il posto da titolare per la prima di campionato. Devo ammettere, però, che quando sono sceso in campo a Fermo e mi sono trovato davanti tutta quella gente mi sono un po' spaventato: la pressione ha fatto il suo e non è stata un'ottima partita.

Poi l'espulsione contro l'Avezzano e tanta panchina fino all'arrivo di Palladini. Come hai vissuto quel frangente?

Non è stato bellissimo, sentivo anche la mancanza di casa. Ho continuato a tener duro, però, perché ad inizio stagione mi ero messo in testa che questo sarebbe stato per me l'anno del salto di qualità: se questo non fosse avvenuto, probabilmente, avrei preso una strada diversa dal calcio. In quel momento della stagione sono stati di grande supporto compagni come Sabatino, Salvatori, Conson e Casavecchia, che hanno continuato a spronarmi invitandomi ad aspettare il mio momento.

Da Isernia in poi, infatti, la tua stagione è stata un crescendo parallelo a quello della Samb. Dovessi scegliere un momento in particolare?

Pensando da squadra direi la partita di Matelica. A livello personale, invece, penso quella di ritorno con la Vis Pesaro: con una bella parata sullo 0 – 0 penso di aver fatto capire agli avversari che passare “era dura”.

Arriviamo al futuro. La società ha fatto capire di voler investire ancora su di te. Da parte tua c'è la volontà di restare a San Benedetto?

Come ho detto prima per me questa doveva essere la stagione del salto di qualità e lo è stata. Sarei strafelice di poter restare in rossoblù. Al momento ci sono soltanto piccole cose da risolvere con il mio procuratore, ma penso che nel giro di qualche giorno sistemeremo tutto senza alcun problema.

E la possibilità di essere affiancato ad un collega molto più esperto (si fa il nome di Benassi) come la vedi?

Tanto per fare un esempio qualche anno fa al Novara ho fatto il terzo/quarto portiere non giocando praticamente mai ma imparando comunque molto. Dovessi trovarmi insieme ad un altro portiere più esperto per me sarebbe soltanto un'occasione per continuare a migliorarmi e mettendo in pratica i consigli di chi magari ha fatto una carriera di tutto rispetto.

Daniele Bollettini

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