Troianiello: «È stato difficile scendere in C, ma quando Moriero e la Samb hanno chiamato…»


Gennaro Troianiello, oltre che atleta da anni impegnato nel calcio professionistico, è diventato, anche grazie al suo esuberante carattere, un idolo social. Dietro alla figura del "personaggio" c'è un giocatore che, fino ad ora, ha affrontato tante avventure figlie anche di scelte diverse:

«A San Benedetto sapevo che avrei dovuto mettermi a disposizione della squadra e dei più giovani. Mi sto ritagliando il mio spazio e so che il mister ha stima e fiducia di me, io sto provando a ricambiare. Poi devo giocare per forza sennò perdiamo (In effetti, nelle uniche due gare in cui Troianiello non è partito titolare la Samb ha perso). Scherzi a parte: i numeri sono molto importanti e spero che quest’anno si riesca a macinare tanti punti».

Essere amuleto:

«Un po’ mi da fastidio perché non è bello essere etichettato come portafortuna invece che come giocatore. È vero che nelle ultime stagioni non ho giocato molto ma chi mi conosce sa che a volte ci sono stati degli infortuni di mezzo, altre volte i cambi di allenatore mi hanno penalizzato. Forse la mia vera forza è quella di essermi sempre saputo mettere a disposizione per la squadra ed essere sempre stato pronto. Nello spogliatoio ho provato ad essere il valore aggiunto, dando consigli e cercando di portare il “noi” e non l’ “io”».

Una telenovela, quella che ha visto l'ex Verona approdare alla Samb. Squadra appetibile ma con un unico ostacolo:

«È stato difficile accettare la Samb solo per la categoria. Venivo da una promozione in Serie A e avrei voluto giocare qualche gara nel massimo campionato. Poi c’era il mister che mi conosce e mi chiamava, e questa piazza… Non ho voluto perdere tanto tempo: solitamente aspetto agosto per firmare. Si sposava tutto perfettamente e ho deciso di calarmi in questa categoria».

Un avvio non facile complice anche uno stato di forma non adeguato:

«Penso che la forma, un giocatore, la prenda solo giocando. Ora lo sto facendo e sto meglio».

E il futuro?

«È ancora presto per parlarne. Adesso gioco e sono felice perché sto in un mondo bello che fa ancora parlare di se. A San Benedetto si sta bene: ci stanno il mare, il sole…».

Domenico del Zompo

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