“San Benedetto ed Ascoli, come ho lasciato bei ricordi”


Nella nostra rubrica “Parola di Ex” abbiamo ascoltato Italo Schiavi: “Indimenticabili i due gol al Palermo”…

Partiamo da lontano. Come ricordi le tue prime esperienze?

Ho iniziato a farmi notare quando giocavo con la Fiamma, al vecchio campo Europa. Arrivare ad esordire con la Samb è stato fantastico; è un po' il sogno di tutti giocare in una squadra come lo era la Sambenedettese in quegli anni.

La tua carriera ha rischiato di essere poi compromessa per via di una disfunzione che ti ha costretto ad uno stop di diversi mesi. Cosa si prova in quei momenti?

Si tratta di esperienze che non auguro a nessuno, ma che comunque ti aiutano a crescere. In quella fase delicata della mia carriera e della mia vita ho potuto capire chi erano le persone che tenevano a me e quali erano, invece, quelle mosse esclusivamente dagli interessi. Per riuscire ad andare avanti sono stati fondamentali il supporto della famiglia e la forza di volontà.

Una ripartenza non facile, nel giro di poco tempo sei passato dalla Serie A ai dilettanti.

In quel momento pur di svincolarmi ero andato a giocare in Terza Categoria con l'Altidona. Mi è stata fatta un'offerta dai dirigenti rossoblù ed ho subito accettato. Dopo poco sono stato subissato di telegrammi con cui mi si rivolgevano i migliori auguri dai posti più disparati. Anche questo mi è stato di grande aiuto per ripartire.

Hai vestito per diverso tempo le maglie di Samb ed Ascoli, riuscendo a lasciare un bel ricordo di te in entrambe le piazze nonostante la forte rivalità. Come si fa?

Se, quando si milita in club, ci si comporta da veri professionisti, non risparmiandosi ed uscendo dal campo con la consapevolezza di aver dato il meglio di sé, difficilmente si potranno avere problemi con questa o quella squadra: lo ho sempre sostenuto e penso che proprio per questo motivo sono stato apprezzato sia a San Benedetto che ad Ascoli. Per un calciatore la cosa più importante è garantire impegno e professionalità, sempre.

La partita più bella con la maglia della Samb?

Senza dubbio un Palermo-Samb della stagione 1978/79, in cui io – difensore – segnai una doppietta. La partita finì proprio 2 – 0 e, per me si trattò dei primissimi gol con la maglia rossoblù: quel giorno ho provato delle emozioni irripetibili.

Ballarin e Riviera, tu hai giocato in entrambi gli impianti. Quanto faceva paura la “Fossa dei Leoni”?

Agli avversari moltissimo, lo posso assicurare. Con la gente che era lì, a due passi dal campo, noi potevamo sempre contare su una supporto decisivo, quello di un pubblico caloroso, affezionato ma comunque corretto.

Daniele Bollettini

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